Il progetto internazionale è stato presentato lunedì mattina nella sede del rettorato dell’università a Perugia. E si tratta di un’iniziativa ad altissimo valore aggiunto.
Dampe Il progetto, che prevede la messa in orbita dell’esperimento Dampe (Dark matter particle explorer), è frutto della collaborazione tra l’università di Perugia, l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), l’Accademia cinese delle scienze e l’università di Ginevra, e avrà pratica attuazione con la messa in orbita, mercoledì, alle 23,30 ora italiana, del satellite Dampe, dal ‘Jiuquan satellite launch center’ nel deserto del Gobi in Cina, mediante il vettore ‘Lunga Marcia 2D’.
Background scientifico L’evidenza, si legge nenne note illustrative del progetto, «dell’esistenza di una materia ‘invisibile’, chiamata Dark Matter (DM), nel nostro universo è stata ricavata per la prima volta molti anni fa dallo studio del movimento relativo di stelle e galassie, ed è stata confermata più recentemente da misure cosmologiche e per i suoi effetti nelle cosiddette lenti gravitazionali. Nonostante i molti anni di lavoro dei ricercatori, la natura della Dark Matter rimane ancora un mistero ed il suo studio è così diventato una delle questioni fondamentali della scienza moderna».
Perugia e Terni I laboratori di ricerca sviluppati congiuntamente dall’ateneo perugino e dall’Infn nel corso degli ultimi venti anni hanno avuto un ruolo cruciale nella costruzione dell’esperimento e nella verifica della sua resistenza all’ambiente spaziale. L’assemblaggio e la verifica delle prestazioni di 7,7 metri quadrati di sensori al silicio sono stati condotti infatti con macchinari all’avanguardia e precisioni micrometriche nelle camere ‘pulite’ del Dipartimento, ambienti con condizioni controllate di temperatura, umidità e particolato. Stress meccanici e termici in condizioni di vuoto sono stati applicati nelle varie fasi in cui si è articolata la costruzione, a partire dai primi prototipi fino allo strumento finale, presso il laboratorio Serms di Terni, unica infrastruttura segnalata per la regione Umbria all’interno del Programma nazionale per le infrastrutture di ricerca (Pnir) 2014-2020».
Il rettore Franco Moriconi, presentando l’iniziativa, ha sottolineato che «momenti come questo dovrebbero essere sempre più numerosi perché rappresentano l’occasione per far conoscere ciò che esce dai nostri laboratori di Perugia e da quelli del Polo universitario di Terni. Si tratta di un’eccellente attività di ricerca che implica la collaborazione diretta con aziende umbre ad alta tecnologia. Anche per facilitare queste sinergie, ho sottoscritto di recente un accordo in Confindustria con il Polo aerospaziale umbro».
Il progetto Nel merito dell’iniziativa è entrata la professoressa Caterina Petrillo, direttrice del dipartimento di fisica e geologia, ricordando che «il progetto di collaborazione è nato come trasferimento tecnologico verso i centri di ricerca della Cina di tecnologie di cui l’università di Perugia e l’Italia sono considerati punti di riferimento a livello internazionale. Questa nostra attività, in modo particolare quella dei laboratori del Polo di Terni, oltre a essere attività di ricerca di base è anche applicata direttamente con alcune aziende umbre specializzate nel settore. Anche per questo motivo l’attività del Polo di ricerca ternano è una realtà indicata per le sue qualità di eccellenza dal Miur, sia a livello nazionale che internazionale. Da sottolineare, infine, che tra i nostri ricercatori impegnati in questo progetto molti sono giovani e giovanissimi, tra i quali: laureandi, neo-laureati e dottorandi».






