di Giovanni Cardarello
Nel corso della notte, a circa duecento metri dalla costa marchigiana, un 32enne originario di Foligno è riuscito a gridare «aiuto» mentre si trovava in mare. La richiesta di soccorso, udita dalla spiaggia di Marotta (Pesaro-Urbino) nelle prime ore di sabato 20 giugno, ha dato il via a un’imponente operazione di ricerca che si è conclusa con il recupero dell’uomo, trovato in stato di semicoscienza ma vivo dopo diverse ore trascorse in acqua.
L’allarme
Secondo quanto riportato da ‘La Nazione Umbria‘, l’allarme alla Capitaneria di porto di Pesaro è scattato prima dell’alba in seguito a due segnalazioni distinte ma concordanti. Dalla zona degli scogli, nei pressi dello storico stabilimento Bagni Riccardo, proveniva una voce maschile che chiedeva aiuto. Sul posto sono intervenuti immediatamente una motovedetta della Capitaneria di porto, i vigili del fuoco con un gommone e una moto d’acqua. A terra hanno operato i carabinieri, una pattuglia della Capitaneria di Fano e il personale sanitario del 118.
Il ruolo del bagnino
Tra i primi a percepire le richieste di soccorso c’è stato il 72enne Riccardo Donati, storico bagnino dei ‘Bagni Riccardo’. L’uomo si trovava sul terrazzo dello stabilimento nelle prime ore del mattino quando ha udito i richiami provenire dal mare. Anche alcuni giovani presenti sull’arenile hanno sentito la stessa voce e hanno allertato il 112.
Donati è quindi sceso in spiaggia e si è diretto in mare con il moscone da salvataggio nel tentativo di individuare la persona in difficoltà. Poco dopo è stato raggiunto da un collega. Le operazioni si sono rivelate particolarmente complesse a causa del buio e dell’impossibilità di individuare con precisione la provenienza delle richieste di aiuto.
Il salvataggio
«Si sentiva solo ‘aiuto’», ha raccontato Donati al quotidiano. «Gli rispondevi, cercavi di capire dove fosse, ma lui non rispondeva. Diceva solo ‘aiuto’ Poi a un certo punto non abbiamo sentito più niente. Quando ho saputo che era vivo, ho detto ‘finalmente’. L’abbiamo cercato dappertutto: io, l’altro bagnino, i carabinieri, tutti».
Dopo una fase di silenzio che aveva reso ancora più difficili le ricerche, la motovedetta ha individuato il giovane oltre la barriera degli scogli. L’uomo, fortemente provato dal freddo e dalla permanenza in acqua, è stato recuperato e affidato alle cure del personale del 118, che lo ha successivamente trasportato all’ospedale di Fano per gli accertamenti del caso.
Secondo una prima ricostruzione, il giovane si sarebbe trovato in mare già dall’una di notte, trascorrendo circa quattro ore in acqua. Le ragioni che lo hanno spinto in mare a quell’ora restano ancora da chiarire nei dettagli dalle autorità, ma il quadro complessivo dell’evento sembrerebbe riconducibile a un momento di particolare e profonda fragilità personale.






