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Home » Maturità 2026: si cambia. Dalle materie al nuovo orale. Vademecum per gli studenti dell’Umbria

Maturità 2026: si cambia. Dalle materie al nuovo orale. Vademecum per gli studenti dell’Umbria

Guida alle materie e alle novità dell'orale. Date, prove scritte e i consigli per affrontare l'esame di Stato

di Fabio Toni
31 Gennaio 2026
in Altre notizie
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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di Giovanni Cardarello

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. Con la pubblicazione delle materie della seconda prova da parte del ministero dell’Istruzione e del Merito, la macchina della maturità 2026 si è messa in moto. Per gli studenti dell’Umbria, che si confermano storicamente tra i più ‘brillanti’ d’Italia per numero di lodi, si prospetta un esame con diverse novità, a partire da un colloquio orale che punta ad essere più snello e focalizzato sulle competenze. In Umbria saranno circa 7 mila gli studenti – il dato si lega a quelli consolidati degli ultimi anni scolastici – a varcare la soglia degli istituti delle province di Perugia e Terni il prossimo giugno. Ecco tutto quello che c’è da sapere nel nostro vademecum aggiornato.

MOTORE DI RICERCA DELLE DISCIPLINE DELL’ESAME DI MATURITÀ 2025/2026

Il calendario delle prove: l’appuntamento con la storia personale

Il primo passo verso il diploma è, come da tradizione, quello di segnare in rosso le date sul calendario, trasformando l’attesa in una tabella di marcia concreta. Il via ufficiale scatterà giovedì 18 giugno: sarà il giorno della prima prova scritta di italiano, quella più ‘emotiva’, uguale per tutti gli indirizzi, che darà il ritmo all’intero esame. Non ci sarà però tempo per tirare il fiato: appena ventiquattr’ore dopo, venerdì 19 giugno, le ragazze e i ragazzi umbri torneranno tra i banchi per la seconda prova, lo scoglio tecnico che declina le competenze specifiche di ogni indirizzo. Una volta archiviati gli scritti, la palla passerà alle commissioni per la correzione e la successiva pubblicazione dei calendari degli orali, che scandiranno la fine di giugno e l’inizio di luglio.

Focus sulla seconda prova: le materie ‘chiave’ dell’indirizzo

L’attesa più sentita riguarda però venerdì 19, quando i ragazzi dovranno misurarsi con le materie d’indirizzo, il vero banco di prova delle competenze maturate nel quinquennio. Per i liceali del classico sarà un anno di ritorno alle origini con la versione di latino, mentre allo scientifico la sfida si giocherà tutta sui teoremi e le funzioni di matematica. Chi ha scelto il linguistico dovrà invece dimostrare la propria padronanza nella lingua straniera 1; discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il liceo artistico mentre per le scienze umane il fulcro sarà la disciplina omonima. Non meno impegnativo il quadro per gli istituti tecnici: negli indirizzi di amministrazione, finanza e marketing si punterà tutto sull’economia aziendale, mentre per i futuri periti informatici la prova verterà su sistemi e reti; gli studenti dell’alberghiero dovranno vedersela con scienza e cultura dell’alimentazione.

L’orale: meno ‘nozionismo’ e più orientamento

La vera sfida del 2026 riguarda il colloquio multidisciplinare. Il ministero ha dato indicazioni precise: l’orale non deve essere una semplice interrogazione sulle materie, ma una conversazione che parta da uno spunto (un testo, un’immagine, un problema) per permettere allo studente di dimostrare spirito critico. Inoltre, verrà dato ampio spazio all’orientamento: il candidato dovrà saper collegare il proprio percorso di studi alle prospettive future e alle esperienze di Pcto (l’ex alternanza scuola-lavoro), realtà molto radicata nel tessuto produttivo e aziendale umbro.

Invalsi e ammissione

Resta confermato l’obbligo di aver svolto le prove Invalsi (italiano, matematica e inglese) per essere ammessi all’esame, sebbene l’esito delle stesse non incida direttamente sul voto finale in centesimi. Fondamentale, come sempre, il requisito della frequenza (almeno tre quarti dell’orario annuale) e la sufficienza in tutte le discipline, salvo deroghe del consiglio di classe.

Voto in condotta e bonus: le nuove regole del punteggio

Non cambiano solo le materie, ma anche i criteri di valutazione che compongono il voto finale, con un giro di vite sul comportamento e una rimodulazione dei premi al merito. Da quest’anno il voto in condotta assume un peso specifico maggiore: chi si presenta all’esame con un sei in comportamento, sarà ammesso ma dovrà affrontare un passaggio supplementare durante l’orale, discutendo un elaborato critico sulla cittadinanza attiva assegnato dal consiglio di classe.

Inoltre, cambiano le regole per il ‘bonus’ finale: la commissione potrà assegnare al massimo 3 punti extra (non più 5) e solo a quegli studenti particolarmente meritevoli che abbiano raggiunto almeno 90 punti complessivi tra crediti scolastici e prove d’esame. Una scelta che punta a rendere ancora più selettivo l’accesso ai punteggi più alti.

Umbria la regione delle lodi

I maturandi del ‘cuore verde d’Italia’ hanno una tradizione importante da difendere. Secondo gli ultimi dati ministeriali, l’Umbria è stabilmente nella top-5 nazionale per percentuale di diplomati con 100 e lode (oltre il 4% dei candidati totali). Un dato che testimonia l’alto livello di preparazione offerto dai poli scolastici regionali, ma che carica i ragazzi di una sana responsabilità.

Il cambio del nome

Ultima novità, tutta simbolica, la riporta l’edizione online de ‘La Repubblica‘. «Si ritorna alla denominazione ufficiale di ‘esame di maturità’, eliminata nel 1997 dal ministro Luigi Berlinguer, anche se mai davvero scomparsa dal linguaggio comune. Secondo il ministero, la scelta serve a ‘ridare senso’ a un passaggio decisivo del percorso formativo».

Un consiglio infine che arriva direttamente dal ministero: «Non riducetevi all’ultimo mese. La maturità 2026 premia la capacità di fare collegamenti e la maturità personale più che la memoria. Iniziate a pensare al vostro ‘capolavoro’ (il documento da inserire nell’E-Portfolio) già da ora».

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