Un’operazione nata dall’utilizzo dai social media, in particolar modo TikTok. Che ha poi portato al sequestro di oltre 2.300 articoli contraffatti e la denuncia di un imprenditore cinese: in azione la guardia di finanza di Foligno sotto il coordinamento del comando provinciale di Perugia.

Sui social si veicolano i prodotti con tanto di promozione: «I finanzieri hanno monitorato costantemente le piattaforme, individuando un profilo TikTok gestito da un soggetto di origine cinese che, tramite dirette e contenuti promozionali, proponeva articoli di moda a marchio apparentemente prestigioso: orologi, abbigliamento, profumi e pelletteria», spiega la finanza. La storia era ben diversa.
Le anomalie hanno fatto scattare l’operazione con accertamenti più approfonditi. «Il primo intervento è stato effettuato presso la sede operativa di una società di spedizioni presente sul territorio comunale, ritenuta collegata alla rete di distribuzione della merce. Durante il controllo, le Fiamme gialle hanno ispezionato numerosi pacchi giacenti in magazzino e pronti per la spedizione, tutti privi di documentazione fiscale». Non solo.

In alcuni colli c’erano 40 articoli con marchi contraffatti, subito sequestrati (borse, cinture e altro ancora). Poi un nuiovo intervento nei locali della sede commerciale dell’imprenditore cinese: «Una struttura ubicata a pochi metri dalla caserma della guardia di ginanza di Foligno. I finanzieri hanno trovato una stanza allestita come una vera e propria boutique del lusso, con scaffali e espositori pieni di merce fasulla, dove avvenivano le dirette social per pubblicizzare i prodotti. In totale, sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 2.300 articoli contraffatti, tra cui profumi, borse, portafogli, cinture e capi di abbigliamento riportanti marchi noti come Fendi, Dior, Louis Vuitton, Chanel, Gucci, Hermès e altri brand internazionali».
Di mezzo anche 11 Rolex falsi dal valore (se autentici) di oltre 80 mila euro. «La merce sequestrata presentava caratteristiche molto simili agli originali: materiali curati, etichette, confezioni e perfino QR Code stampati sulle scatole, nel tentativo di rendere più credibile la provenienza e l’originalità dei prodotti. In alcuni casi, come per i falsi Rolex, era presente anche una ‘garanzia del venditore’, abilmente falsificata». Tutto sequestrato.
L’imprenditore è stato denunciato per commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione: «Le indagini ora proseguono per risalire l’intera filiera di approvvigionamento e ricostruire la rete di distribuzione, presumibilmente non limitata al solo territorio umbro».






