«L’adesione da parte del Comune consente l’acquisizione di crediti in larga parte di difficile esigibilità e di origine risalente nel tempo, accelera la regolarizzazione di posizioni creditorie e abbatte possibilità di contenzioso e esigenze di gestione dei crediti pregressi, anche a seguito della riconsegna da parte dell’agente della riscossione prevista dalla riforma della riscossione». Lo mette nero su bianco il Comune di Narni – l’ok è arrivato in occasione dell’ultimo consiglio – per motivare il via libera alla cosiddetta rottamazione quinquies dei debiti tributari e patrimoniali.
LA PROCEDURA PER I CONTRIBUENTI

La definizione agevolata dei tributi riguarda tutti i debiti – ad eccezione di quelle derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti – risultanti dai carichi affidati ad Ader dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2023: «Rientrano nell’ambito di applicazione della definizione anche i carichi già oggetto delle precedenti rottamazioni per i quali si è determinata l’inefficacia della definizione a seguito del mancato o non tempestivo pagamento degli importi dovuti alle previste scadenze», viene sottolineato. Da ricordare che la rottamazione riguarda solo gli interessi e non la sorte capitale. Per Narni l’importo residuo in carico ad Ader dal 2020 al 2023 vale 1,7 milioni di euro, il 95% dei quali è per multe.

Per l’ente l’adesione alla rottamazione «ha effetti finanziari sostenibili, in considerazione dei carichi già stralciati dal bilancio, la cui parziale riscossione darebbe luogo alla registrazione di maggiori entrate, mentre per i carichi iscritti a bilancio e non interamente svalutati vi sarebbe una riduzione dei residui attivi , compatibile con il mantenimento degli equilibri finanziari anche a fronte del consolidamento di un appropriato ammontare di accantonamenti». Ad aver lavorato in primis sulla partita è la dirigente ai servizi finanziari-gestione delle risorse Alessia Almadori.






