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Home » Ospedale di Perugia: «Non c’è solo il Covid. Ripartiamo»

Ospedale di Perugia: «Non c’è solo il Covid. Ripartiamo»

di Simone Francioli
23 Aprile 2020
in Ambiente e salute, Coronavirus, Dal territorio, In evidenza
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
Antonio Onnis

Antonio Onnis

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L’ospedale di Perugia è pronto alla riapertura graduale delle strutture sanitarie dedicate alla cura e all’assistenza di patologie diverse dal Covid-19. Scattata la rimodulazione delle attività assistenziali, ma non solo: iniziate le sanificazioni e le bonifiche certificate della terapia intensiva 1, attivata in tempi brevi durante l’emergenza iniziale occupando un’area per studi medici.

EMERGENZA CORONAVIRUS – UMBRIAON

Il cambiamento

L’area viene ora trasformata in zona di rianimazione a supporto delle attività chirurgiche giá in fase di programmazione. «Nel blocco operatorio – spiega il commissario straordinario Antonio Onnis – composto da dieci sale, chiuso durante la fase di emergenza e tenuto a disposizione per eventuali necessità di ampliamento dei posti letto di rianimazione, sono in corso la sostituzione dei filtri degli impianti e la sanificazione e bonifica che dovrebbero completarsi nella giornata di lunedì. Subito dopo contiamo che i nostri professionisti possano riprendere l’attività chirurgica di alta complessità». Per quanto riguarda invece gli interventi chirurgici di bassa complessità e programmabili, grazie all’accordo regionale con le strutture sanitarie private accreditate, saranno organizzati presso le stesse. «Si tratta – prosegue Onnis – di una sorta di ospitalità logistica per usufruire di sale operatorie attrezzate dove i nostri professionisti andranno ad operare per consentire una più ampia offerta di prestazioni ai cittadini».

I percorsi e il pronto soccorso

Gli interventi legati all’ambito chirurgico vanno di pari passo alla rimodulazione delle attività dei reparti ancora operativi per il covid, con definizione dei percorsi dei pazienti secondo «logiche di separazione ancora indispensabili per i casi sospetti o positivi, con attento controllo mediante i tamponi per i test molecolari specifici dei pazienti che dovranno accedere per gli interventi chirurgici programmati e in arrivo dal pronto soccorso». Per quel che concerne la riattivazione dell’attività specialistica ambulatoriale per i pazienti esterni, relativa solo alle prestazioni sanitarie sospese e differite, visto che che le urgenze indifferibili sono state costantemente erogate, l’azienda ospedaliera «resta in attesa delle decisioni del governo centrale e delle direttive regionali che regolamenteranno la riapertura in maniera organica in tutto il territorio regionale».

Distanziamento sociale

La direzione aziendale precisa che «la ripresa graduale delle attività è finalizzata ad offrire la presa in carico dei bisogni di prestazioni non differibili e non può essere intesa come segnale che possa consentire un calo di attenzione sulle raccomandazioni finalizzate al controllo della circolazione del coronavirus». Un concetto rafforzato da Onnis: «Il messaggio che va ribadito anche in questo specifico momento è quello di raccomandare ai cittadini di proseguire nella pratica del distanziamento sociale per evitare il ricorso non indispensabile al pronto soccorso, proseguendo nella adozione di misure di protezione che hanno contribuito a contenere il diffondersi dell’epidemia».

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