La nuova fermata ferroviaria di Collestrada Aeroporto, a Perugia, si prepara a ospitare quello che viene presentato come il primo intervento di questo tipo realizzato in Italia nel settore ferroviario. Il progetto, firmato da Coding, general contractor e società di progettazione e ingegneria con sede a Roma, prevede l’installazione di un innovativo rivestimento di facciata studiato per migliorare il comfort degli utenti e ridurre i consumi energetici della struttura.
L’intervento punta a limitare il surriscaldamento delle aree di attesa durante i mesi estivi, favorire l’ingresso della luce naturale e diminuire il ricorso alla climatizzazione meccanica, con conseguente contenimento dei costi energetici nel lungo periodo.
Il progetto di fattibilità tecnica ed economica è già stato approvato, così come gli screening ambientali previsti dalla normativa, aprendo la strada all’avvio dei lavori.
L’elemento distintivo dell’intervento è rappresentato dal sistema di rivestimento, progettato per adattarsi alle diverse condizioni di esposizione solare. A differenza delle tradizionali facciate uniformi, la soluzione sviluppata da Coding modula luce, ombreggiamento e ventilazione in funzione delle caratteristiche delle diverse aree della stazione, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni ambientali dell’edificio.
Secondo l’azienda, la tecnologia impiega materiali naturali, processi produttivi a basso impatto ambientale e un sistema di montaggio reversibile, caratteristiche che la rendono in linea con i criteri di sostenibilità richiesti alle infrastrutture pubbliche.
«Una stazione è il primo e l’ultimo spazio che un viaggiatore attraversa e il modo in cui è costruita racconta molto di come un territorio si prende cura di chi lo vive», afferma Luca Nardoni, General Project Manager di Coding. «Con questo sistema abbiamo potuto integrare in un unico sistema l’aspetto architettonico, quello prestazionale e quello ambientale, senza ricorrere a soluzioni sovrapposte».
Nardoni sottolinea inoltre il carattere pionieristico dell’intervento: «Essere i primi a portarla in Italia significa anche assumersi la responsabilità di un metodo di posa che andava messo a punto in cantiere, passo dopo passo. Una tecnologia nuova per il mercato italiano, applicata su un’infrastruttura che le persone vivono ogni giorno. Questo per noi è forte motivo di orgoglio».







