di Giovanni Cardarello
Come scriveva Niccolò Ammaniti in un suo celebre romanzo, ‘Il momento è delicato’. E per il Perugia Calcio non esiste espressione più azzeccata per descrivere i giorni cruciali che la società sta attraversando. Il primo, fondamentale, scoglio è stato superato: rispettando la scadenza del 16 giugno, il club biancorosso ha completato con successo tutte le procedure necessarie e ha ottenuto il via libera per l’iscrizione al prossimo campionato di serie C. Un adempimento che, come si evince da ‘Il Corriere dell’Umbria‘, ha richiesto un esborso complessivo di circa 1,3 milioni di euro da parte dell’attuale presidente Javier Faroni, per saldare le ultime mensilità e garantire la licenza nazionale. Decisivo l’esito positivo della causa con Infront, l’advisor che seguiva il marketing della Lega serie B al tempo della gestione di Massimiliano Santopadre. Una causa che ha fatto entrare nelle casse del Perugia 250 mila euro freschi.
Il futuro societario e i nodi della cessione
Risolta, non senza qualche affanno, la pratica burocratica, l’attenzione si sposta interamente sul futuro assetto societario. Il presidente Faroni, come noto, ha deciso di mettere in vendita l’intera società (da escludere ingressi parziali) e con il pass per la serie C 2026/2027 in tasca, le trattative possono ora entrare nel vivo. Al momento la situazione si è delineata come una vera e propria corsa a due, con due opzioni principali sul tavolo della dirigenza che presentano caratteristiche molto diverse tra loro. La prima opzione, anticipata da tempo da umbriaOn, consiste in una proposta d’acquisto che non prevede un’offerta particolarmente alta per il valore intrinseco delle quote, ma che avrebbe il grande merito di farsi carico per intero della massa debitoria del club. Questa soluzione garantirebbe un’immediata stabilità finanziaria, azzerando completamente le vecchie pendenze. Oltre la consistenza del progetto tecnico.
La seconda via porta invece a un imprenditore locale, di recente al centro delle cronache economiche per un’importante e significativa operazione di ristrutturazione finanziaria. Si tratterebbe, in questo caso, di una figura radicata nel territorio che rappresenterebbe una svolta di stampo locale per il club di Pian di Massiano. In questo caso l’offerta sarebbe, in termini assoluti, più alta ma garantirebbe a Faroni un ritorno meno cospicuo. Il progetto tecnico sarebbe un consolidamente di quello attualmente in atto.
Tempistiche stringenti e calciomercato
I tempi, in ogni caso, stringono. Le intenzioni della proprietà sono quelle di arrivare ad avere in mano manifestazioni di interesse formali entro metà della prossima settimana per addivenire ad una conclusione certa e stringere la mano al nuovo acquirente entro il 30 giugno. Una fretta che, inevitabilmente, impatta sul fronte tecnico. Il Perugia, infatti, come si legge su ‘Il Messaggero Umbria‘, deve recuperare il terreno perduto per allestire una rosa competitiva da affidare al tecnico Giovanni Tedesco, che guiderà la squadra nella prossima stagione. Da capire, in caso di cambio di proprietà, se il direttore generale Hernán Borras resterà o meno al suo fianco.
Mentre il calciomercato inizia a muovere i primi passi, tra la matassa Montevago (il cui mancato riscatto da parte della Sampdoria crea un mancato incasso di 700 mila euro e i sondaggi per alcuni profili interessanti proseguono ma senza la possibilità di affondare il colpo, i tifosi del Grifo dimostrano comunque il vero grande asset del club. Sono già 1.239 gli abbonamenti sottoscritti. Un segnale d’amore importante in attesa che, nella palazzina di Pian di Massiano (e in Argentina), si decida il destino del Perugia Calcio.






