di F.T.
Mezzi, strumenti e personale: dopo le proteste scattate in tutta Italia lo scorso 10 febbraio, i vigili urbani e gli operatori della polizia locale tornano a evidenziare le carenze che affliggono il settore, anche a Terni. Il tutto attraverso l’iniziativa ‘Fotografia di una professione in evoluzione’ organizzata dalla Cgil Funzione Pubblica con il coordinamento regionale Cgil della polizia locale.
I PROBLEMI DELLA POLIZIA MUNICIPALE: PARLA ALBERTO BONIFAZI
L’incontro, concluso dal coordinatore nazionale della Fp Cgil polizia locale Stefano Bianchi e a cui hanno preso parte Silvia Pansolini (Fp Cgil Umbria), Lorenza Coraggi (coordinamento regionale polizia locale) e Alberto Bonifazi (istruttore tecnico polizia municipale Terni), è servito a fare il punto della situazione a rimarcare l’esigenza di restituire dignità e identità ai lavoratori della polizia locale. Presenti decine di agenti, non solo ternani ma provenienti anche da Perugia, Foligno e Spoleto.
Incognite A gravare non sono solo i tagli agli enti locali, ma anche le scelte compiute dalle amministrazioni – «con figli e figliastri anche fra le varie direzioni del comune di Terni» è stato detto – e le incognite sul futuro. Ne sanno qualcosa, da questo punto di vista, le polizie provinciali di Perugia (113 unità) e Terni (15 unità), in attesa di conoscere il proprio destino alla luce della più ampia riforma delle province.
Personale all’osso Nel corso della mattinata è emerso con chiarezza il forte senso di disagio che affligge gli operatori del settore. Basti pensare ai dati relativi al personale: a Foligno, a fronte degli 80 agenti di polizia municipale previsti dalla legge, ne sono in servizio solo 40, a Terni 103 su 160, a Spoleto 32 su 54, a Città di Castello 27 su 57 e, infine, a Perugia 126 su 233.
La protesta «Insieme agli altri sindacati ci stiamo battendo per ottenere una vera riforma della nostra funzione – ha detto Stefano Bianchi, coordinatore nazionale Fp Cgil polizia locale -. Per questo abbiamo manifestato in tutta Italia sotto le prefetture lo scorso 10 febbraio. Una mobilitazione che ci ha portato anche ad aprire un dialogo con alcuni senatori a cui abbiamo cercato di spiegare le nostre ragioni e quello che per noi è essenziale: cancellare le disparità di trattamento rispetto ad altri corpi di polizia, senza perdere però la nostra identità e autonomia, per restituire dignità a decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori».






