Pretola: la barca gigante di Bolter naviga sul Tevere

Perugia – Articolo e fotogallery dell’attività centrale dell’evento organizzato da Edicola 518

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di Gabriele Ripandelli

Una scena da film, suggestiva quanto magica. L’occasione di tornare bambini quando si realizzavano barchette di carta e si immaginava di navigare lontano. La barca monumentale di Frank Bolter, dopo aver viaggiato sul Tamigi e da Procida e Napoli, è arrivata anche in Umbria. A Pretola, nel perugino, l’artista tedesco ha costruito la sua opera di 9 metri per metterla in navigazione sul fiume Tevere. Alla realizzazione hanno partecipato alcuni dei quasi cento curiosi di ogni età, grandi e piccini, arrivati intorno alle 16 per la manifestazione ‘Risveglio fluviale’ organizzata da edicola 518. Il prodotto finale del workshop va a simboleggiare «la rinascita del nostro desiderio di fluvialità. È tempo di scendere al fiume per interrogarlo; per chiedergli se è lui ad essere troppo sporco per noi o se siamo noi a essere troppo puliti per lui», scrivono su Facebook gli organizzatori.

Verso la fine del mondo: origini e il significato

«Tra il 2004 e il 2005 ero a corto di soldi e mi erano rimasti solo dei fogli A4 per la mia arte – ha raccontato così l’origine della sua opera Frank Bolter, lo scorso aprile a La Repubblica di Napoli -. Facendo una barchetta di carta, è venuta fuori così grande che non sono riuscito a completarla da solo. Sono andato verso il Reno a Colonia, nella mia città natale, e ho chiesto alla gente di aiutarmi ad attraversare il fiume. Mi hanno guardato come un folle ma hanno messo l’opera in acqua e miracolosamente non è affondata». Sul significato: «Tutti i problemi che stiamo affrontando sono risolvibili solo in gruppo. È un viaggio per le persone che vogliono abbattere le barriere e i confini che imprigionano l’umanità. Il nome ‘Ti The World’s End’ è profetico ma mostra anche una via d’uscita dalle nostre crisi, suggerendo di riunirsi e condividere ciò che è nel profondo di noi. Vedo la fine del mondo come ciò che non deve essere cambiato e non voglio non avvenga nella realtà».

Musica e poesia

L’evento si è protratto fino a mezzanotte di domenica 4 settembre. A La Torre alle 18 è stato presentato il progetto ‘Acque dolcissime’, il dialogo con Andreco (artista e ingegnere ambientale) curatore del progetto ‘Flumen’ sul Tevere e gli altri fiumi laziali. Altri due i punti in cui è andato in scena l’evento. All’Alveo fino al tramonto c’è stata la presentazione di ascolto fluviale, ovvero la sonorizzazione ambientale che restituisce un catalogo di library music acquatica. In spiaggia via alle danze con afro disco: alle 19.30 Federico Cassetta, dalle 21 Sacha Mambo e dalle 23 Afro American Templum.


LA FOTOGALLERY

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