di Giovanni Cardarello
Un’ombra inquietante si allunga sulla comunità di Umbertide, dove un’operazione dei carabinieri ha sventato quello che avrebbe potuto trasformarsi in un dramma di proporzioni enormi. Un ragazzo di soli 17 anni, residente nel comune altotiberino, è stato arrestato con l’accusa di aver pianificato una strage all’interno di un istituto scolastico, spinto da un’ideologia intrisa di odio razziale e deliri neonazisti.
Il piano: un massacro nel proprio passato
Un attacco pianificato nei minimi dettagli: l’inchiesta della procura per i minorenni de L’Aquila ha rivelato che il giovane puntava a compiere un massacro nel suo vecchio liceo di Pescara. Nonostante il trasferimento in Umbria, il ragazzo aveva mantenuto un’ossessione per l’istituto abruzzese, trasformandolo nel bersaglio di un progetto stragista concreto.
Le accuse formulate dagli inquirenti delineano un profilo di estrema pericolosità sociale: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Non si trattava di semplici ‘sfoghi’ sui social, ma di una vera e propria attività preparatoria finalizzata a compiere un atto di violenza estrema, ispirato ai tragici modelli dei ‘mass shooter’ statunitensi.
Il blitz e il materiale sequestrato
L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba di lunedì 30 marzo. Durante la perquisizione nell’abitazione del minore, ad Umbertide, i militari dell’Arma si sono trovati di fronte a uno scenario allarmante. Oltre a simboli del suprematismo bianco e manifesti inneggianti al neonazismo, sono state rinvenute e sequestrate armi bianche. Secondo la ricostruzione, questi strumenti non erano semplici oggetti da collezione, ma destinati ad essere utilizzati nell’imminente attacco contro il liceo pescarese.
La radicalizzazione nelle ‘camere dell’odio’
Il cuore della deriva radicale del 17enne batteva nel buio del web. Le indagini hanno svelato come il giovane fosse profondamente inserito in circuiti virtuali su piattaforme come Telegram e Discord, veri e propri incubatori di estremismo. Qui, il ragazzo scambiava messaggi d’odio verso le minoranze e studiava con ossessione i manifesti ideologici e le tattiche militari dei grandi stragisti internazionali. L’obiettivo dichiarato nelle chat era quello di emulare i propri ‘idoli’, trasformando il suo ex liceo nel teatro di una carneficina.
Il delirante richiamo a Turetta e Columbine
E navigando nelle comunità virtuali della sottocultura incel, il 17enne è arrivato a manifestare una vera e propria mitizzazione per la figura di Filippo Turetta.
Nelle chat analizzate, il ragazzo esprimeva l’intenzione di emulare il suo efferato delitto anche se nella pratica stava progettando un massacro sullo stile di quanto avvenuto alla Columbine High School nel 1999.
Il 17enne gestiva inoltre un canale Telegram denominato “libreria”, dove condivideva manuali per la costruzione di armi e la formula dell’esplosivo Tatp.
La reazione delle istituzioni
La notizia ha scosso profondamente Umbertide, città che si è scoperta improvvisamente base operativa di un potenziale terrorista domestico. Il sindaco Luca Carizia ha voluto esprimere immediatamente il sollievo e la gratitudine dell’intera cittadinanza: «Come amministrazione – scrive il primo cittadino – esprimiamo il nostro più sentito ringraziamento alle forze dell’ordine per la brillante operazione eseguita e, come sempre, abbiamo fatto e faremo la nostra parte rimanendo a disposizione per gli eventuali sviluppi, vista la gravità dell’accaduto».
Le prospettive giudiziarie
Data la concretezza della minaccia, il gip ha disposto per il ragazzo la custodia cautelare presso un istituto penale minorile, in regime di isolamento. L’attenzione degli investigatori si sposta ora sul materiale informatico sequestrato: smartphone e computer sono al vaglio degli esperti per capire se il 17enne abbia agito in totale autonomia o se facesse parte di una rete più strutturata di ‘lupi solitari’, pronti a colpire su scala nazionale.
La notizia
Un 17enne domiciliato ad Umbertide (Perugia) e originario di Pescara, è stato arrestato e trasferito in un istituto penale minorile nell’ambito di una vasta operazione condotta dai carabinieri nelle prime ore di lunedì tra Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana. A renderlo noto è un comunicato della procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni de L’Aquila.
A carico del giovane, su ordinanza del gip del tribunale per i minorenni de L’Aquila, su richiesta della procura minorile, vengono contestati gravi indizi di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre alla detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
L’indagine, avviata nell’ottobre 2025, aveva già portato nei mesi scorsi ad una perquisizione domiciliare. In quella circostanza gli investigatori avevano rinvenuto documentazione ritenuta particolarmente pericolosa: manuali con istruzioni dettagliate per la fabbricazione di armi da fuoco e congegni bellici, indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche e veri e propri vademecum per il sabotaggio di servizi pubblici essenziali.
Secondo quanto ricostruito, il minorenne avrebbe anche acquisito informazioni relative alla realizzazione di armi tramite tecnologia 3D e alla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza esplosiva nota per la facilità di sintesi e già utilizzata in gravi attentati internazionali.
Le indagini hanno inoltre documentato i contatti del 17enne con ambienti estremisti online, in particolare con il gruppo Telegram denominato ‘Werwolf Division’, caratterizzato da contenuti suprematisti e da narrazioni legate alla presunta superiorità della ‘razza ariana’.
In questo contesto sarebbe emersa anche la costante glorificazione di autori di stragi di massa, elevati a modelli da emulare. Tra gli elementi ritenuti più allarmanti dagli inquirenti, l’esplicito intento, emerso nel corso dell’attività investigativa, di compiere una strage in ambito scolastico – nel mirino ci sarebbe finito un liceo artistico di Pescara – ispirata a precedenti eventi analoghi, seguita dal suicidio.
L’operazione, che coinvolge complessivamente più minorenni di diverse regioni, si inserisce in un’indagine più ampia su una rete virtuale di matrice estremista e neonazista, considerata dagli investigatori un contesto particolarmente permeabile alla radicalizzazione giovanile. Sono in corso ulteriori perquisizioni e accertamenti anche in altre province, mentre proseguono gli approfondimenti per delineare l’intera rete di contatti e responsabilità.






