di Gregori, Diomedi, Laurucci e Camilli
consiglieri di minoranza del Comune di San Gemini
I gruppi di minoranza del consiglio comunale di San Gemini prendono atto delle dimissioni dell’assessore Federica Montagnoli dalla giunta comunale, che passa in minoranza insieme al consigliere Ambra Giacomelli. Questa decisione rappresenta un segnale politico forte, che conferma una situazione amministrativa divenuta ormai insostenibile. Non si tratta di un episodio isolato, ma della conseguenza diretta di un metodo di governo che ha progressivamente eliminato ogni spazio di confronto e partecipazione.
Le dimissioni dell’ex assessore evidenziano il clima di accentrazione del potere che si è consolidato in questi anni: un modo di amministrare basato sulla mancanza di condivisione da parte del sindaco Clementella. Le sue stesse parole – «in questa consiliatura sono mancati il coordinamento, la condivisione, la programmazione ed il supporto» – confermano ciò che denunciamo da tempo: un’amministrazione che non dialoga e non programma. A ciò si aggiunge l’uscita dalla maggioranza del consigliere Ambra Giacomelli, un ulteriore segnale che certifica oramai il naufragio totale del progetto Clementella, incapace di mantenere coesione politica e fiducia persino all’interno della propria coalizione.
In questo contesto respingiamo con fermezza anche le recenti accuse del sindaco relative alla vicenda Imu. Rigettiamo al mittente ogni tentativo di attribuire falsità alla minoranza. Per fare chiarezza abbiamo già presentato una nuova interrogazione sempre sul tema Imu con ulteriori punti da chiarire e comunichiamo che nella giornata di domani sarà depositato un esposto alla Corte dei Conti. Da qui la domanda che poniamo al sindaco, alla maggioranza e alla città: fino a quando? Quanto potrà ancora reggere un’amministrazione che perde pezzi non per contingenze esterne, ma per i suoi stessi metodi interni? Non è forse giunto il momento che il sindaco tragga le dovute conseguenze?
Riteniamo che l’unica via per ristabilire trasparenza, credibilità e un vero percorso di rinnovamento sia un passo indietro del sindaco Clementella e la convocazione di nuove elezioni, per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere un governo diverso per San Gemini. All’ex assessore Montagnoli, ora consigliere di minoranza, e al consigliere Giacomelli, anche lei adesso in minoranza, auguriamo di continuare ad arricchire con la propria partecipazione i lavori del consiglio mettendo a disposizione della città la propria esperienza amministrativa.
di Luca Ferrotti
segretario del circolo Pd di San Gemini
Le dimissioni dell’assessore Federica Montagnoli e, a brevissima distanza, quelle del consigliere Ambra Giacomelli, segnano il crollo definitivo della credibilità e della tenuta politica dell’attuale maggioranza che governa San Gemini.
Non siamo più di fronte a episodi isolati, ma a una vera e propria fuga da una maggioranza allo sbando, logorata da divisioni interne, opacità e incapacità amministrativa. Le motivazioni con cui l’assessore Montagnoli ha spiegato la sua scelta – mancanza totale di coordinamento, assenza di condivisione, nessuna programmazione e nessun supporto – coincidono pienamente con ciò che anche il consigliere Giacomelli denuncia da tempo: un clima amministrativo ingestibile, ostile e privo delle condizioni minime per svolgere il proprio ruolo istituzionale.
A ciò si aggiunge la gravissima vicenda della sentenza della Corte di Giustizia Tributaria, nascosta alla giunta, all’assessore al bilancio e persino ad alcuni consiglieri, che rappresenta uno degli atti più opachi e irresponsabili nella storia amministrativa recente del nostro Comune. È grave che, mentre invocavano pubblicamente «coesione, dialogo e slancio», Fratelli d’Italia è consapevole del disastro amministrativo in corso.
È grave che abbiano scelto di negare la verità per difendere l’indifendibile. È grave che si facciano appelli alla responsabilità mentre si gestisce il Comune con opacità e omissioni. A questo punto, le loro dichiarazioni non sono solo incoerenti: sono un insulto all’intelligenza dei cittadini. Questo modo di governare non è più tollerabile. Questa maggioranza ha perso i pezzi, ha perso la fiducia e soprattutto ha perso ogni legittimazione politica.
Il Partito Democratico di San Gemini denuncia con forza che: una maggioranza ridotta ai minimi termini; le dimissioni di due figure centrali lo dimostrano senza possibilità di smentita; il sindaco ha scientemente alimentato un sistema chiuso, opaco e privo di trasparenza; la gestione amministrativa degli ultimi mesi ha esposto il Comune a rischi seri e a danni potenziali.
Per questi motivi, e nel rispetto dei cittadini di San Gemini, il circolo Pd ritiene che non ci siano più le condizioni politiche e morali perché il sindaco prosegua nel suo incarico. Chiediamo ufficialmente le dimissioni del sindaco per restituire alla nostra comunità istituzioni trasparenti, credibili e capaci di amministrare nell’interesse collettivo.
Il Partito Democratico continuerà, come sempre, a vigilare e a rappresentare una voce chiara, responsabile e concreta, pronta a costruire una nuova fase politica per San Gemini.
di Gianfranco Mascia e Francesca Cancellieri
Europa Verde Umbria e Sangemini e AVS
Apprendiamo con stupore le recenti dichiarazioni del sindaco che, a oltre un mese dalla scoperta della grave vicenda e nonostante l’uscita della Lega dalla maggioranza, tenta goffamente di difendersi gridando alla ‘macchina del fango’ e alle ‘fake news’. La realtà, purtroppo per lui, è ben diversa e documentata.
La vicenda della mancata riscossione dell’IMU 2015, riferita a parenti affini del primo cittadino e non versata per ben nove anni, è un fatto grave e incontrovertibile. È paradossale che il sindaco si dichiari estraneo ai fatti quando gli atti dicono l’opposto. Delibera n. 151: il sindaco era presente e ha deliberato per verificare la possibilità di ricorso; delibera n. 155: il sindaco ha deliberato l’incarico a un tributarista per tentare un ricorso di secondo grado, apparso fin da subito impossibile e pretestuoso.
Appare evidente che la giunta è nel caos: un assessore ha preteso chiarimenti ufficiali, accusando il sindaco di aver tenuto l’esecutivo all’oscuro. Invece di fare chiarezza, assistiamo a un tutti contro tutti che coinvolge opposizioni, tecnici e segretario comunale.
Il messaggio che passa è devastante: affermare che esista una ‘discrezionalità’ nel costituirsi o meno in giudizio per il recupero crediti suggerisce ai cittadini onesti che le tasse si possono anche non pagare, sperando poi nell’inerzia del Comune. Ricordiamo che, ai sensi dell’art. 66 del Codice di Procedura Civile, il Comune ha il dovere di tutelare i propri interessi, non la facoltà di scegliere in base alle parentele.
Ricordiamo al sindaco che il compito dell’opposizione è vigilare, non essere un nemico da abbattere quando scoperchia vasi di Pandora. Di fronte a questa inadeguatezza politica, amministrativa ed etica, noi di AVS chiediamo le scuse immediate del sindaco e le sue dimissioni.
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