Nuovo asilo nido comunale a San Gemini, risale il pressing. A muoversi con una mozione sono i consiglieri comunali di minoranza Diego Diomedi (M5S) e Fabio Laurucci (PRC).
«L’asilo comunale di San Gemini doveva aprire a novembre, come annunciato ufficialmente dal Comune. Siamo ormai – sottolineano i due consiglieri – a febbraio e, ad oggi, non esiste alcuna comunicazione chiara sull’apertura del servizio. Un ritardo grave, che incide direttamente sulla vita delle famiglie. Ci sono famiglie regolarmente iscritte che attendono notizie e certezze. Il silenzio che accompagna questa vicenda è inaccettabile, soprattutto considerando l’importanza di un servizio educativo essenziale come l’asilo nido».

Con la mozione Laurucci e Diomedi chiedono «l’introduzione di otto fasce Isee, per garantire maggiore equità e progressività; uno sconto del 20% per il secondo figlio; la gratuità totale per i bambini con disabilità certificata al 100%; una riduzione del 90% della retta per le famiglie con Isee sotto la soglia di povertà; una riduzione del 50% per i nuclei monogenitoriali; tariffe che non siano superiori a quelle del nido privato, affinché il servizio pubblico torni ad avere una funzione calmieratrice ed una revisione degli orari di apertura, oggi meno estesi rispetto al privato, che ha ampliato fasce orarie e servizi».
«Invece di chiarire – concludono i consiglieri – lo stato dell’asilo e fornire aggiornamenti concreti, l’attenzione dell’assessora si è concentrata su una polemica linguistica legata all’uso del termine ‘assessora’. La domanda è semplice: invece di discutere se dire assessore o assessora, perché non si è scelto di utilizzare quel tempo per comunicare alle famiglie quando e come aprirà l’asilo comunale? La parità di genere non si costruisce con le parole, ma con i servizi. Passa dagli asili pubblici, perché la disponibilità di servizi educativi e di cura consente alle donne di emanciparsi e di conciliare vita familiare e lavorativa. Passa anche attraverso tariffe eque e agevolate per chi ne ha più bisogno. Passa, quindi, dall’equità sociale. Le famiglie, e in particolare le donne che ancora oggi sostengono gran parte del lavoro di cura, si supportano con servizi pubblici funzionanti. A San Gemini, oggi, l’asilo non apre. Attendiamo risposte chiare e tempi certi sull’apertura dell’asilo comunale. Le famiglie meritano certezze, non distrazioni».






