di Giovanni Cardarello
Le liste d’attesa in Umbria tornano al centro dello scontro politico, ma stavolta il focus non è solo sui tempi lunghi, bensì sulla ‘sparizione’ delle richieste dai radar del sistema sanitario regionale. A lanciare l’affondo è il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Enrico Melasecche, che ha annunciato un’interrogazione (prevista per il 22 gennaio) denunciando una presunta pratica di «cancellazione amministrativa della domanda».
L’accusa: «Prescrizioni respinte per truccare i dati»
Secondo l’esponente del Carroccio, quanto raccontato dalla presidente della Regione, Stefania Proietti, sarebbe «scollegato dalla realtà». Il nodo della questione riguarda la presa in carico delle ricette. «I cittadini – afferma Melasecche – stanno denunciando che viene loro impedito perfino di entrare nelle liste d’attesa. La prassi segnalata nelle farmacie è il mancato inserimento della prescrizione quando non c’è disponibilità immediata di appuntamenti. Ma la legge è chiara: ogni ricetta deve essere registrata per attivare i percorsi di tutela. Se non viene caricata, il cittadino sparisce dal sistema e le liste d’attesa risultano formalmente più leggere, ma solo perché i dati sono incompleti».
Il ‘blitz’ a Terni
Per dare forza alle sue tesi, Melasecche cita un episodio verificato personalmente: «Nella serata del 13 gennaio, alle ore 18 presso una farmacia di Terni, ho riscontrato di fronte a testimoni la veridicità di quanto segnalato. Una prescrizione del 21 novembre scorso, che doveva essere garantita entro 30 giorni, non solo è scaduta, ma non è stata mai nemmeno tracciata nel sistema. È un fatto gravissimo, stiamo valutando azioni legali poiché la mancanza di presa in carico è illegale».
Lo scontro totale: tra mobilità passiva e ‘nodi’ politici
L’affondo del capogruppo leghista non si limita però alla sola gestione tecnica delle liste d’attesa, ma si allarga a una critica politica complessiva che investe l’intero operato della giunta Proietti. Secondo Melasecche, le criticità del sistema sanitario stanno innescando un pericoloso effetto domino: da un lato la rinuncia alle cure per chi non può permettersi il privato, dall’altro un aumento della mobilità sanitaria passiva verso altre regioni, che finisce per pesare ulteriormente sulle casse umbre. A questo scenario, il consigliere aggiunge il tema della trasparenza, lamentando una sistematica difficoltà nell’accedere agli atti ufficiali. Un ‘muro di gomma’ che, a suo dire, riguarderebbe non solo i dati sulla sanità, ma anche vicende personali e istituzionali che hanno coinvolto la presidente, come le polemiche sul contributo per l’albergo di famiglia o le spese per la missione in Giappone in occasione di Expo 2025.
Scontro istituzionale
Oltre al merito, Melasecche solleva un caso di correttezza istituzionale, notando come, poche ore dopo la protocollazione del suo atto, la presidente della Regione abbia diffuso una nota sugli stessi temi: «Un tempismo che difficilmente può essere casuale. Si anticipano a mezzo stampa risposte dovute al consiglio». Il clima di tensione promette dunque scintille nella seduta del prossimo 22 gennaio, quando la presidente sarà chiamata a chiarire ufficialmente i fatti di fronte al consiglio regionale.






