Siccità, la Tesei chiede lo stato di emergenza. De Luca attacca

Inviati ai ministeri competenti i documenti per attivare le misure straordinarie ed inserire il bacino nel ‘decreto siccità’. Il pentastellato: «Dicevano di stare sereni»

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«Dopo aver già posto nei giorni scorsi, durante la conferenza Stato-Regioni, il tema degli interventi governativi urgentissimi per la siccità in Umbria, e in maniera particolare per il lago Trasimeno, ho chiesto quest’oggi (lunedì, ndr) al Governo e alla Protezione Civile Nazionale la dichiarazione dello stato di emergenza e conseguentemente ho rappresentato ai ministeri competenti la necessità di far rientrare il nostro bacino lacustre nel redigendo ‘decreto siccità’». Ad affermarlo in una nota è la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, che aggiunge: «Ho inoltre dato la mia disponibilità nel ricoprire per l’Umbria il ruolo di vice commissario per l’emergenza, sulla base dell’esperienza della ricostruzione post sisma, così da poter gestire al meglio una serie di interventi ordinari e straordinari di cui il Trasimeno necessita». Per ciò che concerne il lago umbro, la relazione tecnica allegata alla richiesta tende a sottolineare «la stretta connessione di interscambio idrico tra il lago di Chiusi, inserito nello stato di crisi, e il Trasimeno, sollecitando che quest’ultimo possa, nonostante non abbia prelievi di carattere potabile ma proprio per l’interconnessione citata, avvalersi del provvedimento emergenziale».

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De Luca e Conte

De Luca (M5S): «Dicevano di stare sereni»

Sul tema interviene il consigliere regionale M5S Thomas De Luca: «‘Ci sono riserve per far fronte a siccità e razionamento, l’Umbria è in sicurezza per decenni’. Questa è la superficialità con cui la giunta regionale non più tardi di un anno fa rispondeva in seconda commissione bocciando un emendamento alla legge sulle acque minerali in cui si proponeva ‘per sopravvenuti motivi di preminente interesse pubblico, ovvero nel caso di mutamento climatico ambientale della situazione di fatto o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario, al fine di garantire il diritto inalienabile all’accesso all’approvvigionamento idrico per scopo idropotabile, il dirigente del Servizio regionale può disporre la revoca della concessione al gestore privato senza che ciò possa dare luogo alla corresponsione di indennizzi da parte della pubblica amministrazione’.  Le cronache di questi giorni purtroppo le conosciamo e così anche i più tenaci sostenitori del negazionismo ambientale cominciano a rendersi conto che si sbagliavano quando ironizzavano sui ‘grillini-gretini’. Di fronte all’emergenza climatica ormai da anni sotto gli occhi di tutti, la giunta Tesei prima risponde dicendo che l’Umbria sarà a posto per decenni, poi boccia la proposta di legge di De Luca sull’adattamento ai cambiamenti climatici e il contrasto all’emergenza ambientale, e infine con un repentino quanto tardivo ripensamento chiede al governo lo stato di emergenza e l’inserimento del Lago Trasimeno nel nuovo Decreto Siccità. Il drastico calo di consenso certificato dal Sole 24 Ore che vede in picchiata la popolarità di Donatella Tesei è solo il frutto di politiche improvvisate, contraddittorie, estemporanee e assolutamente inadeguate ad affrontare le sfide più drammatiche del nostro tempo. Mentre l’effetto catastrofico del surriscaldamento si mostra in tutta la sua drammaticità proprio in questi giorni, anzichè proporre politiche volte ad attenuare i risvolti dolorosi per l’economia e per l’agricoltura, non ultimo il rischio di frane e altri disastri idrogeologici che è praticamente raddoppiato, qui si pensa solo a progettare nuovi inceneritori con emissioni climalteranti stellari e a disporre piani di qualità dell’aria che strizzano l’occhio al negazionismo ambientale. Dire che avevamo ragione sin dall’inizio, purtroppo, non serve. Nella più totale superficialità – conclude – la destra che governa l’Umbria continua ad ignorare la necessità di ripensare ogni aspetto della nostra vita alla luce di questo enorme sconvolgimento. Continueremo la nostra battaglia senza sosta per far sì che la questione climatica-ambientale sia finalmente la priorità assoluta dell’agenda politica».

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