di Chiara Furiani
Era uno dei concerti più attesi di Umbria Jazz 2026, unica data italiana del tour, e non ha deluso le aspettative. Gli Snarky Puppy sono ormai habitué del festival e, con quella di quest’anno, hanno collezionato la loro quarta presenza. Con il suo consueto fiuto, Carlo Pagnotta aveva puntato sulla band statunitense già una decina d’anni fa, quando questa formazione di sei giovani musicisti, cresciuti artisticamente tra i banchi di scuola a Denton, in Texas, si era appena affermata sulla scena internazionale grazie al suo energico mix di jazz, funk ed elettronica.
Una miscela esplosiva che, a partire dai primi anni Duemila, ha saputo portare nuova linfa nel panorama del ramo più colto della black music, avvicinando anche un pubblico giovane a un mondo che, dopo la stagione dei grandi maestri come Miles Davis, John Coltrane e Charlie Parker, rischiava talvolta di apparire troppo autoreferenziale. Gli Snarky Puppy non sono una semplice band da studio: danno il meglio dal vivo e non a caso una parte significativa della loro produzione discografica è composta da registrazioni live.
La band è nota anche per le numerose collaborazioni con altri musicisti, e proprio una di queste è stata protagonista del concerto perugino. Sul palco dell’Arena Santa Giuliana, infatti, i sei musicisti texani hanno condiviso la scena con un’orchestra di 54 elementi. Non un’orchestra qualsiasi, ma la straordinaria Metropole Orkest, ensemble olandese che della contaminazione tra generi e stili ha fatto la propria cifra distintiva. Nata nel 1945, rappresenta una delle realtà più prestigiose nel panorama europeo, capace di fondere con naturalezza musica classica, jazz, pop e rock.
Con la Metropole Orkest, gli Snarky Puppy hanno inciso due album, Sylva nel 2015 e Somni nel 2025. Il repertorio condiviso era quindi più che sufficiente per conquistare Perugia con un concerto di grande impatto, caratterizzato da un imponente muro sonoro che ha coinvolto il pubblico dall’inizio alla fine. Jazz, funk, pop e richiami alla musica classica hanno trovato un equilibrio sorprendente. L’Arena Santa Giuliana, gremita anche da molti spettatori stranieri, ha tributato agli Snarky Puppy e alla Metropole Orkest, diretta dal maestro Jules Buckley, una lunga e meritata standing ovation.
I puristi del jazz potranno anche storcere il naso, ma sbaglierebbe chi pensasse che Umbria Jazz abbia tradito le proprie radici. Lo spirito delle origini è ancora vivo e continua a rinnovarsi anche grazie ad artisti come gli Snarky Puppy, capaci di esplorare linguaggi nuovi senza perdere il legame con la tradizione.






