di Gianni Giardinieri
Dopo nove partite di campionato, sostanzialmente un quarto del totale, si può cominciare a tracciare un primo bilancio del campionato delle Fere, anche in relazione a quanto avvenne, alla stessa giornata del torneo, alla Ternana dello scorso anno, quella guidata da mister Ignazio Abate.
Nota procedurale: nel fare i raffronti tra le due stagioni non terremo conto delle penalizzazioni, passate e future, lasciando spazio ai soli numeri del ‘campo’, gli unici che possono consentire paragoni asettici. Chiaro che da questo ultimo punto di vista la rosa della scorsa stagione era nettamente più forte di quella attuale, sia per qualità complessiva che per ‘profondità’ del roster. Molto simili invece le condizioni di partenza: Abate si ritrovò tanti giocatori arrivati solo negli ultimi giorni del calciomercato, esattamente come Liverani e la società sarebbe passata di mano nelle settimane successive all’inizio del precampionato. Abate ebbe la possibilità, in qualche modo, di fare una sorta di ‘ritiro’, seppure a San Gemini e con i calciatori che tornavano alla sera in un noto albergo cittadino; Liverani non ha potuto fare neanche quello, costretto a far sudare i ragazzi all’antistadio Taddei, con i lavori di resistenza spesso ‘consumati’ sull’anello di cemento tra gli spalti del Liberati e la recinzione dell’impianto.
Ad oggi il tecnico romano e la sua squadra, in nove turni di campionato, hanno raccolto 14 punti, con 12 gol fatti e 9 subiti. Quarto posto in classifica, a dieci punti di distacco dalle prime della classe, Arezzo e Ravenna, che insieme all’Ascoli hanno tracciato un solco già molto ampio con le inseguitrici. Alla stessa giornata di campionato, Abate&friends avevano invece realizzato 20 punti, con ben 21 gol fatti (dato sul quale incide molto il pesante 8-0 rifilato al Legnago) e soltanto 5 subiti. La squadra era seconda in classifica, a tre punti dall’allora capolista Pescara, che nella successiva giornata allungò di altri 2 punti, complice il pareggio delle Fere in quel di Sassari e la vittoria degli abruzzesi a Ferrara contro la Spal.
E’ chiaro che il dato ‘grezzo’ più interessante, sul quale scatenare in senso sportivo la discussione, è se i 6 punti di differenza tra le ultime due stagioni siano congrui o meno rispetto alla qualità e alla forza delle due rose, non tralasciando il fatto che Abate alla nona di campionato aveva schierato 5 volte la squadra in casa mentre Liverani lo ha fatto solo 4 volte.
Alla nona di campionato, lo scorso anno, la Ternana vinse 3-1 in casa contro l’Ascoli. La difesa che giocò dal primo minuto (4-2-3-1) era assolutamente simile all’attuale, perlomeno per gli interpreti. La linea, da destra verso sinistra, era composta da Maestrelli, Donati, Capuano e Martella. Domenica scorsa nel 3-4-1-2 di mister Liverani i tre centrali di partenza sono stati Meccariello, Capuano e Martella, con Donati quarto di centrocampo. Tra i pali c’era però uno dei migliori interpreti del ruolo in serie C, ovvero Marco Vannucchi, mentre ora la porta rossoverde è difesa da un non irreprensibile (fin qui) Francesco D’Alterio. In mezzo non ci sembra in discussione il fatto che il duo De Boer-Corradini fosse di maggiore qualità rispetto all’attuale Vallocchia-Tripi, considerando anche che mister Abate poteva permettersi il lusso di tenere in panchina centrocampisti del calibro di Aloi. In attacco il pur interessante Orellana non regge ancora il confronto con Cicerelli, mentre invece, anche a giudicare dal numero di gol, Dubickas è equiparabile a Cianci. Il primo ha segnato 4 gol in 494 minuti, sempre considerando le prime nove giornate del torneo (media di 1 gol ogni 123 minuti), il secondo ne realizzò invece 6 in 633 minuti (media di 1 gol ogni 105 minuti). Alexis Ferrante era presente anche nella scorsa stagione mentre in termini di roster allora si aveva anche la ‘carta’ Alessio Curcio, che non trova interpreti equivalenti, per posizione in campo e curriculum del calciatore, nella rosa attuale.
Tiriamo le fila: difesa simile, portieri dal rendimento molto diverso. In mezzo e in avanti- a parte la sostanziale similitudine tra Cianci e Dubickas, almeno in termini di realizzazioni, non c’è, al momento, confronto.
Conclusione: i sei punti di differenza tra quella Ternana e quella di quest’anno non sono ascrivibili, per quanto ci riguarda, al ‘manico’. Che Liverani prosegua serenamente il suo lavoro, e che la società lo sostenga: ora e in futuro. Perché qualche mugugno circola già. E questo non pensiamo sia un bene per le Fere.






