di Gianni Giardinieri
Ci risiamo: terminato il girone d’andata della Ternana ‘Calcio’ (lo mettiamo tra virgolette, per rinforzare il concetto), culminato con l’insipida trasferta in quel di Piancastagnaio e con giocatori e staff liberi di godersi il Natale, si torna a parlare d’altro in casa rossoverde, con la nuova nota consegnata a mezzo stampa dalla famiglia Rizzo, proprietaria del club. Quattro i punti salienti da sviscerare, in una specie (ci permetterete la licenza) di esegesi del testo.
Ternana, la proprietà: «Stop contratti faraonici e collaboratori ‘discussi’». Novità Tortorella
Prima però una nota a parte per un paragrafo, meglio una parola, che a leggerla fa salire un moto di sconforto, sconcerto e anche un pizzico di fastidio: «La famiglia Rizzo è disposta ad interessarsi della società calcistica, ma a determinate condizioni». Il calcio è passione, emozioni, individuali e di gruppo, collettive e di comunità. Chi acquista un club ha tutto il diritto di farlo per raggiungere-direttamente o indirettamente, attraverso di esso, i propri interessi imprenditoriali. Legittimo e sacrosanto. Ma dovrebbe anche essere animato almeno un pochino (ci accontentiamo di poco, noi ternani) da un sano spirito sportivo, da un pizzico di voglia di raggiungere un qualche risultato che affratelli e renda orgogliosa la comunità di cui sopra. Usare il termine «interessarsi», come se la Ternana fosse la visita ad un museo di armi medievali, o peggio l’ultimo dei problemi a cui pensare, è urticante. Come fosse un favore che si sta facendo alla città. E ci fermiamo qui.
Veniamo al comunicato: balza subito agli occhi che l’esperienza di Massimo Ferrero alla Ternana pare definitivamente tramontata. Domenica non era presente al match contro la Pianese e nella nota si scrive «niente più collaboratori discussi nel mondo del calcio, né contratti faraonici, né figure non riconducibili all’azionista». Ci sembra l’identikit calzante del ‘viperetta’, la cui figura peraltro era già stata messa all’angolo in altri comunicati dei Rizzo. A quanto ci risulta fino a qualche giorno fa Massimo Ferrero non aveva ancora ricevuto lettere o indicazioni riguardo al suo sollevamento dall’incarico. La nota di lunedì, anche quando sostiene che la famiglia Rizzo ha «preso finalmente in mano la conduzione della Ternana Calcio […] con uomini di propria fiducia» sembrerebbe invece sancire un taglio definitivo e certo con ‘viperetta’.
Secondo punto: la famiglia Rizzo «si riterrà libera di adottare le determinazioni obbligate del caso» – in relazione all’eventualità – che «qualcuno possa frapporsi al cammino ormai avviato […] non prendendo neppure in considerazione la possibilità di consegnare la Ternana Calcio all’ennesimo imprenditore». Vale a dire, signori Rizzo? Sembra quasi (pronti a qualsiasi chiarimento ci perverrà da via della Bardesca) che si stia comunicando una sorta di aut aut: o ci fate andare avanti senza ingerenza alcuna, oppure non cederemo ad una nuova proprietà, che tanto non servirebbe, ma prenderemo le «determinazioni obbligate del caso». Portereste i libri in tribunale, tanto per essere espliciti? Abbiamo capito male?
Ancora: «È intenzione della proprietà compiere tutti i passi necessari per poter fare calciomercato, pure in entrata, nel rispetto del principio di ragionevolezza e delle indicazioni tecniche fornite esclusivamente dal mister, Fabio Liverani». «Esclusivamente», avverbio: ‘Che tende ad escludere, che compete ad una sola persona […] escludendo tutto il resto o tutti gli altri, in modo assoluto’ (cit. Encliclopedia online della Treccani). E il direttore sportivo Carlo Mammarella? Si preannuncia, come per Ferrero, il suo allontanamento? È solo una dimenticanza non averlo citato o si sta chiaramente affermando che l’area tecnica, d’ora in poi, avrà per la proprietà un solo referente, cioè Fabio Liverani? Infine: oltre alle già note sottolineature in ordine al risanamento dei costi e alla sostenibilità economica, la famiglia Rizzo comunica che sarà l’avvocatessa Tortorella a «rafforzare il collegio difensivo» per impugnare la decisione che «ha inferto al club 5 punti di penalizzazione». Bene.






