di Gianni Giardinieri
Sembravano due rette parallele, le iniziative per far risorgere dalle ceneri di un fallimento dolorosissimo la ‘nuova’ Ternana. Da una parte il progetto, in fase avanzata, della ripartenza dalla serie D, attraverso la fusione tra la Tip Power futsal Ternana (calcio a 5) e l’Orvietana, che a giorni dovrebbe passare di mano dall’ex proprietario Pietro Biagioli ad Unicusano. Dall’altra la voglia di dare vita, mutuando il gergo calcistico, ad una ‘ripartenza dal basso’, con l’adesione dei tifosi all’associazione e una sottoscrizione volontaria in denaro, per l’iscrizione in sovrannumero al campionato di Eccellenza umbra. In mezzo, tante considerazioni e la ponderazione attenta di vantaggi e svantaggi che entrambe le realtà hanno cominciato a fare.
La Ternana di Bandecchi (semplifichiamo) è certamente più avanti nel progetto, ha risorse finanziarie nettamente maggiori e chances concrete di tagliare il nastro di partenza del prossimo campionato di serie D. In più, potrebbe avere un importante, ulteriore, supporto economico nel contributo dell’ex presidente Franco Fedeli, interessato a quanto pare ad entrare nel futuro club attraverso un primo ‘chip’ quantificabile in un paio di milioni di euro. Soluzione solida che però pecca di fattori di non poco conto, essenziali nel calcio: l’identità calcistica e il riconoscimento da parte dei tifosi dello status di ‘squadra della città’. Al momento la fusione tra Orvietana e Tip Power futsal Ternana è di quelle ‘fredde’, non scatenando particolari entusiasmi (eufemismo) tra le frange più attaccate ai colori rossoverdi. Molte le voci che vorrebbero respingere questo progetto, come sono diversi i ‘giuramenti’ di chi si dice pronto a fare altro la domenica.
La Ternana della neo associazione ‘La Ternana siamo noi’ ha il problema inverso: attaccamento popolare (con i dovuti distinguo anche in questo caso) ma poche risorse finanziarie. Significative le adesioni già pervenute, ma la sensazione è che per dar vita ad una squadra competitiva, che possa presentarsi ai nastri di partenza del campionato di Eccellenza, la strada sia ancora molto lunga. Ecco allora che un punto di convergenza potrebbe trovarsi con l’ingresso, in qualche forma da valutare, dell’associazione all’interno della Ternana Men. Magari con la partecipazione al futuro cda, per avere la possibilità di incidere, e perché no controllare, l’attività e le decisioni dei soci forti. Trasfusioni di ternanità in un progetto al momento da questo punto di vista anemico. In tal senso si avvertono le prime aperture, con Stefano Bandecchi che ha mostrato interesse (via social) all’attività de ‘La Ternana siamo noi’ e la stessa associazione che sembrerebbe disponibile a supportare il progetto migliore, consapevole a quanto sembra che dare vita a due Ternane sarebbe una scelta perlomeno bizzarra. Se ‘son rose fioriranno, se son spine pungeranno’, dice il proverbio.
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