di Gianni Giardinieri
Un mini ‘dramma’ (sportivo si intende) consumato in pochi minuti quello che si è svolto giovedì mattina all’uscita dello studio notarile Clericò di corso Tacito, a Terni. Un vero e proprio giallo, forse non ancora del tutto risolto.
Stefano Bandecchi e Roberto Biagioli, rispettivamente acquirente e venditore dell’Orvietana, si erano dati appuntamento per siglare la cessione, che avrebbe dato vita alla nuova Ternana dopo la fusione con la Tip power ternana futsal di Emanuele Tonel.
Sembrava tutto fatto, poi la dichiarazione, clamorosa, del sindaco all’uscita dallo studio: niente firme, di nuovo in alto mare. Pochi minuti dopo la ‘smentita’ di Biagioli: la cessione , parole sue, è «ufficiale». Un ribaltone – forse solo mediatico – d’altri tempi, che lascia anche un po’ interdetti. Evidentemente nei pochi minuti intercorsi tra le due dichiarazioni devono esserci stati frenetici colloqui telefonici che hanno cambiato le sorti della Ternana, ex Orvietana.
Di solito le parti di un affare, quando si incontrano dal notaio, è solo per apporre le firme agli atti di compravendita. I luoghi e le modalità di discussione e confronto per trovare un accordo, sono altre. Stavolta deve essere accaduto qualcosa proprio all’ultimo ‘miglio’, tale da ingenerare le dichiarazioni di Bandecchi, che comunque aveva lasciato nelle stanze del notaio Clericò l’amministratore delegato di Unicusano, Fabio Stefanelli, che ha poi apposto, a detta di Roberto Biagioli, le firme sull’atto di cessione del club biancorosso.
Roberto Biagioli che giovedì mattina ha anche confermato di aver ceduto la totalità delle quote dell’Orvietana, quindi anche quelle che erano ancora in mano ad azionisti minori come l’ex giocatore dell’Udinese Totò Di Natale. Con loro aveva trovato un accordo definitivo nei giorni scorsi.
Di seguito le dichiarazioni dei diretti interessati.





