di Gianni Giardinieri
C’è la sostanza, e poi c’è la forma. Partiamo dalla prima che è, per definizione, più importante. Al ‘folklore’ – ma non privo di implicazioni – dedicheremo le ultime righe.
La holding della famiglia Rizzo, che ha acquisito la Ternana Calcio, è la Flacla Srl, domiciliata a Roma in via delle Milizie 2. Controllata con una quota maggioritaria da Laura Melis e con una minoritaria da Gian Luigi Rizzo, Flacla Srl è stata costituita il 10 settembre 2013, ha un capitale sociale di 10 mila euro e ha come codice Ateco ‘attività delle società di partecipazione’. Una holding, appunto, così come lo era la N21 di Nicola Guida. ‘Niente da eccepire signor giudice’, verrebbe da dire. Anche perché, a quanto ci risulta, i coniugi Rizzo sarebbero anche intestatari di piccole quote della Ternana Calcio come persone fisiche.
Altro dato rilevante sono le dichiarazioni del dottor Giampiero Petrilli, consulente della famiglia Rizzo e titolare dello studio ‘Petrilli &Associati’ di Roma, rese nella conferenza stampa di venerdì 19 settembre: «Il risanamento della Ternana Calcio passa anche da una riorganizzazione societaria, l’impegno della famiglia Rizzo passa dalla holding di famiglia e anche dal Gruppo Villa Claudia». La holding è appunto la Flacla Srl e la volontà dichiarata è quella di riportare all’interno della Ternana Calcio la realizzazione del nuovo stadio e della clinica privata.
Obiettivo che abbiamo già ritenuto fondamentale per la salute economica del club di via della Bardesca, che torna a patrimonializzarsi con assets veri. Insomma, la Ternana, direbbe un vecchio professore di economia, torna ad avere ‘la ciccia’. Ci sembra un buon punto di partenza, con scelte non soltanto logiche ma anche caratterizzate da una direzionalità precisa. Poi sarà il tempo a dare strumenti per giudizi definitivi.
E passiamo al secondo punto. La conferenza stampa di venerdì non è stata un bello spettacolo. Contenere Massimo Ferrero è impossibile, lo sappiamo. Una personalità che sfugge a qualsiasi tentativo di controllo. Da qui molte battute al limite della decenza e un domino totale della scena. Viperetta è un ‘animale’ da palcoscenico, si sa. E proprio perché lo si sa, ci si poteva aspettare una maggiore attenzione da parte della proprietà della Ternana nel valutare bene tutte le conseguenze del caso di quanto andato in scena venerdì. Un’oretta che ha di fatto creato in città sconcerto se non imbarazzo. Ecco, la parola imbarazzante è quella che ho letto di più nei tanti commenti social sparsi per il web.
La presidentessa Claudia Rizzo, giovane e naturalmente priva di esperienza (avercela la sua meravigliosa età!) va aiutata e sorretta, ma non con parole bisbigliate all’orecchio, non con una forma di protezione che ha il sapore del ‘damme retta’. Ha il diritto di crescere nel suo ruolo attraverso consigli discreti, concreti e soprattutto silenziosi. Perché la forma, da sempre e ancora più oggi, fa moltissima sostanza.
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