di S.F.
Riconversioni delle edicole a Terni per renderle più ‘appetibili’, primo step formale dopo un bel po’ di tempo. Palazzo Spada ha preadottato le disposizioni per consentire alle strutture di poter essere attive anche su altri fronti: ora scatta il confronto con le associazioni di categoria e poi, eventualmente, ci sarà l’approvazione delle modifiche. Nel contempo depositata al Suape un’altra cessazione/sospensione su questo fronte.
IL DOCUMENTO PER LA PREADOZIONE CON LE DISPOSIZIONI (.PDF)

Partiamo dalla cessazione. Al Suape l’istanza è stata inserita ieri, 29 settembre, e riguarda quella in via Rossini. Con specifica: «La presente pratica si riferisce alla sospensione temporanea dell’attività di commercio al dettaglio di giornali e altre pubblicazioni del signor C.M. dal 1 ottobre al 30 settembre 2026». Dunque l’attività riprenderà, bene così. Ora il tema del regolamento.
L’AGEVOLAZIONE TARIC PER LE EDICOLE: IL VIA LIBERA NEL 2025
Tutto nasce – delle cessazioni ne abbiamo scritto diverse volte – dalla crisi economica che ha colpito il settore e dalla difficoltà nel mantenere in vita le edicole. Per il Comune si tratta di un «presidio del territorio che va necessariamente preservato al fine di evitarne la desertificazione» attraverso delle scelte «che possano contemperare il sistema distributivo della stampa quotidiana e periodica con le esigenze degli operatori». Il regolamento comunale per i punti vendita della stampa quotidiana e periodica risale al 2002, poi aggiornato al novembre 2012. Mentre a livello nazionale si è in attesa dell’aggiornamento delle disposizioni.
CHIUDE L’EDICOLA DI VIA LEOPARDI/MANZONI

Ora con una delibera di giunta c’è la preadozione delle nuove disposizioni per avviare le consultazioni con le associazioni di categoria. In primis indicano che la destinazione delle aree occupate dalle edicola può essere modificata per la vendita al dettaglio di prodotti ricompresi nei vari settori merceologici alimentare e non alimentare. Ad eccezione di «tabacchi o di quelli analoghi; mazze da baseball, manganelli o analoghi articoli; degli articoli di qualsiasi natura recanti simboli o riferimenti politici o immagini di politici; di quelli già vietati da altre disposizioni in materia; degli articoli di qualsiasi natura contrari alla pubblica decenza e comunque di quelli abitualmente commercializzati presso i cosiddetti sexy shop». Inoltre il cambio – in fase di preadozione – è previsto «per l’attivazione di un pubblico esercizio o di altra analoga forma di somministrazione di alimenti e bevande; per l’esercizio di attività professionali, artigianali o di servizio ed altresì per quelle di info point, di promozione turistica del territorio; per la creazione di sportelli civici per servizi digitali comunali o di punti di ritiro/consegna per logistica urbana sostenibile, per micro-spazi espositivi per eventi, promozioni locali o iniziative civiche e per attività di mediazione culturale e interculturale».

La modifica della destinazione d’uso, in ogni caso, non sarà consentita se non sono rispettate «eventuali distanze da pareti finestrate o comunque da altri edifici stabilite dalle vigenti disposizioni urbanistico edilizie; laddove non risultino rispettate le disposizioni di cui al vigente Codice della strada e al fine dell’attivazione di qualsiasi genere di attività che produca emissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili compatibile con gli articoli 159 e 161 delle Norme tecniche d’attuazione del Prg». Non solo. Stop anche in caso di scelta per una attività associativa (con eccezione di quelle di mediazione culturale ed interculturale). E anche se il fine è «destinare l’edicola alla vendita di prodotti esercitata esclusivamente tramite apparecchiature automatiche e pertanto non fisicamente e costantemente presidiate dal titolare o dai propri dipendenti; è invece consentita, anche a prescindere da un cambio di destinazione d’uso, l’istallazione di singoli apparecchi per la vendita automatica di prodotti, a condizione che ciò risulti compatibile con ogni ulteriore disposizione in materia». In più niente cambio «per l’attivazione di esercizi di cambiavalute (money change) e/o di trasferimento fondi (money transfer) e per l’apertura di sale da gioco, di sale scommesse e per la collocazione di qualsiasi genere di apparecchio o dispositivo per il gioco lecito».
LA CRISI E LA RICOGNIZIONE DELLE EDICOLE A TERNI

Un altro paletto per la modifica con l’obiettivo di attivare un pubblico esercizio o altra analoga forma di somministrazione di alimenti e bevande, «è subordinata alla ricorrenza o alla nuova realizzazione di idonei servizi igienici a disposizione della clientela e del personale addetto». Che dovranno essere ricompresi all’interno della struttura e non a gestione chimica. Oltre a rispettare il superamento delle barriere architettoniche. Poi altre disposizioni. La proposta è dell’assessorato in mano a Stefania Renzi.
DICEMBRE 2023, SI PARLA DI RICONVERSIONE. PER ORA TUTTO FERMO

Come ad esempio il fatto che il cambio di destinazione d’uso ad attività diversa da quella di punto vendita «esclusivo della stampa quotidiana e periodica comporta l’impossibilità di beneficiare o di continuare a beneficiare delle agevolazioni Taric ed eventualmente di quelle connesse alla Tosap». E che ogni adeguamento «dovrà avvenire a cura, spese e responsabilità degli operatori interessati, in particolare per ciò che concerne i vari allacci ad utenze idriche, elettriche, ecc.». Per incentivare la regolarizzazione delle occupazioni esistenti sarà ammessa per un anno – dall’entrata in vigore del regolamento aggiornato – la «presentazione di istanze di sanatoria edilizia e urbanistica delle edicole esistenti». Vedremo gli sviluppi. Palla in mano in primis al dirigente allo sviluppo economico e al commercio Claudio Filena, vale a dire il responsabile del procedimento.






