di S.F.
Sedici alloggi per l’edilizia residenziale sociale nel quartiere di San Lucio a Terni, ci siamo. A confermarlo ci ha pensato il Rup dell’appalto comunale da 280 mila euro, l’ingegnere Matteo Bongarzone, in occasione del sopralluogo congiunto di I e II commissione consiliare: salvo sorprese, entro aprile sarà completato del tutto il lavoro affidato alla Castellani & Gelosi. C’è stato subito un primo utilizzo ‘informale’ di uno dei rinnovati spazi, ovvero la riunione di maggioranza.
In loco anche l’assessore al welfare Alessandra Salinetti ed i rappresentanti della società aggiudicataria dell’operazione di sistemazione. Le notizie sono buone, poi per la gestione si vedrà: «I lavori sono in fase di chiusura – ha esordito Bongarzone di fronte ai commissari -, sono legati ad un vecchio contratto di quartiere dove l’intervento non era stato ultimato per il fallimento della ditta appaltatrice». Si parla nella fattispecie di 280 mila euro di quadro economico generale (c’è stato un mutuo comunale), dei quali 160 mila euro di lavori.
«L’appalto è stato consegnato a fine 2025 alla Castellani & Gelosi, ora come detto siamo nella fase conclusiva», ha puntualizzato il funzionario del Comune nel dare spiegazioni. Da tempo qui – piano terra – ci sono i locali dei centri diurni della Usl Umbria 2, gli appartamenti sono invece al primo e al secondo: «I lavori hanno riguardato il recupero della copertura, era in condizioni critiche perché la ditta aveva abbandonato dall’oggi al domani il cantiere. Inoltre sono stati completati gli impianti e risanati i danni».
Gli alloggi verranno consegnati al welfare per la successiva assegnazione: «Entro aprile si chiude l’appalto, abbiamo recuperato anche l’ascensore e ci sono le certificazioni. Verrà poi installata la videosorveglianza per queste aree, collegate con il circuito cittadino. Qui la sera è terra di nessuno», ha aggiunto Bongarzone sul tema sicurezza. Visita agli appartamenti e richiesta in combinata di Roberto Pastura (capogruppo FdI) e Andrea Sterlini (AP, presidente della prima commissione): «Il monitoraggio chi lo farà?».
A dare delucidazioni in tal senso ci ha pensato il geometra Giuseppe Grifoni, che tiene i rapporti tra Ater e il Comune: «La proprietà resta al Comune, poi vengono affidati ad Ater e l’ente interviene solo per la manutenzione straordinaria. Ater si fa garante di tutelare l’integrità degli alloggi». Un discorso che, visti i precedenti, crea qualche preoccupazione ai consiglieri per il decoro degli alloggi. Il nodo è anche un altro: «Ci vorrebbe una struttura comunale ad hoc per il monitoraggio, ci sono 230/240 immobili comunali di Ers; dei quali circa 150 utilizzati». Insomma, una discreta mole di lavoro che il personale del Comune – c’è carenza su questo fronte – al momento parrebbe non in grado di sopportare. Vedremo. Se ne parlerà ancora.






