di Massimo Leopoldi
segretario circolo PD Collestatte-Torreorsina
A seguito del terremoto 2016 e successivi, lo Stato e la Regione Umbria hanno messo a disposizione 50 milioni di euro per la ricostruzione/ristrutturazione di beni di proprietà pubblica dei comuni umbri coinvolti, di cui 34 milioni per i Comuni in zona rossa e 16 milioni in zona blu.
I comuni della Valnerina ternana che erano tutti in zona rossa usufruiranno quindi di cospicue somme che consentiranno, ad esempio:
– ad Arrone di ristrutturare le mura perimetrali del cimitero con 600.000 euro;
– a Ferentillo di consolidare la Rocca di Mattarella per 1.500.000 euro e di mettere in sicurezza le pareti rocciose della strada per Castellonalto per 500.000 euro;
– a Montefranco di riqualificare la zona cimitero-via Garibaldi-via delle Colline per 2 milioni di euro;
– a Polino di consolidare i torrioni e le mura della Rocca per 600.000 euro e di consolidare le pareti rocciose della SP 17 che conduce al paese per 1 milione di euro. In totale 6,2 milioni di euro, in media 1,55 mln di euro per ciascun comune della Valnerina ternana.
Altre opere significative per la rinascita delle comunità colpite dal terremoto riguardano anche i comuni della Valnerina perugina. Ad esempio, a Poggiodomo che è il comune più piccolo dell’Umbria verranno investiti 750.000 euro: 400.000 euro per il campanile e la Chiesa di San Carlo Borromeo, e 350.000 euro per la strada comunale dell’Eremo della Madonna della Stella.
Il Comune di Terni poiché era in zona blu ha potuto usufruire di una somma molto più bassa a livello pro-capite, che ha comunque portato ad un finanziamento di 400.000 euro. L’amministrazione comunale di Terni ha scelto di investire la totalità della somma nella ristrutturazione dell’Anfiteatro Fausto a fianco del parco de La Passeggiata, e lunedì la scelta verrà ratificata in consiglio comunale. Sicuramente un’opera importante che ha senza dubbio bisogno di un intervento significativo.
La scelta di utilizzare quei fondi con quella provenienza rappresenta però, ancora una volta, un’occasione persa per le comunità di Collestatte e Torre Orsina. Non solo il danno di non avere più autonomia da 100 anni e di essere quindi di conseguenza fuori dalla zona rossa del terremoto, ma anche la beffa delle scelte del Comune di Terni che per questo territorio non lascia neanche le briciole.
Quei 400.000 euro si sarebbero potuti utilizzare per la messa in sicurezza per le strade di accesso di Collestatte e Torre Orsina, oppure per il consolidamento delle mura castellane dei due paesi, o per altre opere che si sarebbero dovute partecipare con i cittadini del posto. Se anche quando i fondi a disposizione provengono dal terremoto che ha danneggiato la Valnerina nel 2016, questi non vengono spesi nelle nostre comunità ma al centro di Terni, ci domandiamo in quali occasioni chi amministra il Comune si ricorderà che esistiamo anche noi.
Per i prossimi anni non è prevista nessuna opera pubblica con i fondi propri del Comune, non col PNRR, non coi Canoni Idrici (tassa ad Enel per lo sfruttamento delle acque del Nera ai fini idroelettrici), non dai biglietti della Cascata delle Marmore, e ora no anche con i fondi del terremoto 2016 della Valnerina. Le destre, al governo da otto anni, hanno fatto perdere occasioni su occasioni a Collestatte e Torreorsina. Riconosciamo a questa giunta solo una ‘coerenza’: il cambiamento promesso durante le scampagnate elettorali nelle quali sono venuti a farci visita col camper e con i macchinoni c’è stato, ma in peggio.






