di S.F.
Il Tar Umbria ‘blocca’ il Comune di Terni su due rigetti di istanze di integrazione della quota sociale. Mercoledì il tribunale amministrativo dell’Umbria ha pubblicato l’esito cautelare, accogliendo l’input delle ricorrenti: se ne riparlerà nel merito il 3 novembre 2026. Coinvolta in entrambi i casi l’avvocato Patrizia Bececco.
Terni, due note del Comune impugnate al Tar: rigetto di integrazione della quota sociale

Ad essere impugnate sono state due comunicazione Pec dell’ente per la ‘comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’integrazione della quota sociale per il ricovero nella residenza protetta’, ovvero il preavviso di rigetto. Non solo. Nel mirino c’è anche la determina dirigenziale 1294 del 22 maggio 2013, vale a dire l’approvazione del disciplinare della procedura per l’attribuzione dell’integrazione della retta a favore di anziani non autosufficienti autorizzati dall’Asl all’ingresso in residenza protetta, dove viene indicata «l’integrazione della retta non è concessa ai possessori di patrimonio mobiliare superiore a 3 mila euro».
Il Tar spiega che «le questioni poste nel ricorso necessitano di essere approfondite nella più idonea sede di merito, dovendo essere riconosciuta la prevalenza, nella presente fase cautelare, del periculum evidenziato dalla parte ricorrente, avuto riguardo all’età ed alle precarie condizioni di salute ed economiche dell’interessata». Istanze accolte, «disponendosi a carico del Comune di Terni la provvisoria erogazione della richiesta integrazione della retta per il ricovero determinata sulla base dell’Isee, escludendo l’applicazione del parametro contestato». Se ne riparlerà più avanti.






