di F.T.
Oriela ha 62 anni. Da circa dieci anni è costretta su una sedia a rotelle a causa di varie patologie che l’hanno segnata nel fisico. Lo spirito, invece, è sempre battagliero. E a rassegnarsi a vivere rintanata in casa, non ci sta. Perché lei, che durante la giornata si dedica a piccoli lavori di sartoria, vuole essere il più possibile autonoma. «Ho anche la patente e l’auto – spiega – ma questo problema non mi permette di uscire di casa né di usarla. È ora che qualcuno intervenga».
Il ‘problema’ si chiama marciapiede, proprio quello che sta davanti all’ingresso di casa sua, in via Sardegna. È in condizioni talmente cattive – racconta – che è impossibile passarci con la carrozzina. Nelle buche, le ruote finiscono per bloccarsi o, al massimo, girano a vuoto. Non sempre c’è qualcuno che può aiutarla, anzi. Così deve fare da sola. E il rischio è che vada a finire come un anno fa.

La caduta Era il 27 luglio, Oriela si era preparata per uscire ma appena varcato l’uscio del cancello, la carrozzina si era impuntata su un dislivello – insignificante per chi è normodotato, ma una barriera insidiosa per chi non può camminare – e lei era finita a faccia avanti, contro la sua auto. Soccorsa, è stata costretta a sottoporsi una lunga trafila medica con una prognosi complessiva di circa 60 giorni.
Postumi «Sono finita contro l’auto e mi sono fatta male – racconta – ma se fossi caduta sull’asfalto mi sarei letteralmente massacrata. Comunque le conseguenze di quella caduta me le porto ancora dietro. Le sento ovunque, a cominciare dalla schiena a cui mi sono già operata in passato per via della scoliosi».
Polizia All’episodio, figlio di una situazione già denunciata prima del ‘fattaccio’, hanno fatto seguito altre segnalazioni da parte della signora, assistita dagli avvocati Francesca Abbati e Laura Crescioni. In particolare al comune e anche alla questura, con gli agenti della polizia di Stato e della Municipale che sono intervenuti, documentando il tutto con foto e puntuali relazioni inviate agli organi competenti.

‘Reclusa’ «Sinceramente a me interessa che questa situazione venga risolta – spiega Oriela -. Credo si tratti anche di un fatto di civiltà. Mettetevi nei miei panni: io provo a uscire di casa e, se riesco a non cadere, le buche e l’asfalto rovinato mi impediscono di muovermi. A volte i vicini mi aiutano ma non è giusto che faccia affidamento sempre e comunque sulla loro disponibilità. Ad oggi non posso uscire per fare le cose di ogni giorno, né per andare a trovare i miei nipoti e neppure mia madre che ha 87 anni e vive a Collestatte. E tutto questo per colpa di un marciapiede che nessuno vuole riparare».
Marciapiede ‘intoccabile’ L’ultima parola è di un vicino: «Qui ci vivono molti anziani e lo stato dell’asfalto è un problema per tutti. Ho già segnalato la cosa e, di fronte allo stallo, mi sono proposto di ripararlo a spese mie, ma mi è stato risposto che è del Comune e non si può toccare».






