Tre anni di reclusione – l’accusa ne aveva chiesti quattro – per l’ipotesi di violenza sessuale ai danni di una minorenne di origini straniere, 14enne al tempo dei fatti, consumata giugno del 2024 in un paese del Ternano. Questa la condanna stabilita dal tribunale di Terni in composizione collegiale nei confronti di un 43enne originario della Tunisia.
L’uomo, uscito dal carcere di Terni nel 2021 dove era ristretto per vicende connesse allo spaccio di stupefacenti, aveva avviato con profitto un percorso riabilitativo e lavorativo nel territorio Ternano, chiedendo – sia prima che dopo essersi sposato – la protezione internazionale, rigettata in entrambi i casi dalla questura ternana.
In ordine ai fatti contestati, secondo l’accusa l’uomo aveva fatto avances sessuali e palpeggiato la minore – che l’imputato conosceva già, così come la sua famiglia – che si era subito ritratta, e lui aveva desistito. La ragazza, in lacrime, aveva poi riferito l’accaduto alla madre e da lì la vicenda era finita all’attenzione delle forze dell’ordine.
L’uomo, nei confronti del quale non sono state mai applicate misure cautelari nel contesto dell’indagine giunta a processo, è stato così condannato anche se il suo legale difensora, l’avvocato Francesco Montalbano Caracci, impugnerà la decisione in appello. «Il mio assistito si è sempre proclamato estraneo alla vicenda e riteniamo – afferma il legale – che le numerose incongruenze emerse in fase istruttoria, meritino un ulteriore approfondimento. L’ipotesi attribuita al mio assistito è la più lieve, in relazione al reato contestato, ma sono convinto che la sua penale responsabilità non sia stata dimostrata». Nel processo non figurano parti civili.






