di S.F.
Cospea Alta e problemi urbanistici/edilizi, nuova puntata. Il dirigente alla pianificazione territoriale-edilizia privata, Claudio Bedini, ha firmato la conclusione di un procedimento che andava avanti dal 22 giugno del 2023: via libera ad una sanzione pecuniaria da 1.300 euro, l’ingiunzione di pagamento e l’avvio della procedura per l’acqusizione degli immobili interessati al patrimonio comunale. Si tratta delle conseguenze della sentenza del Tar di un mese e mezzo fa.
AGOSTO 2025, LA SENTENZA DEL TAR: IMMOBILIARE PETROLLINI KO AL TAR

La vicenda è nota e riguarda i presunti abusi edilizi riguardante un’unità immobiliare a Cospea Alta, al centro dell’attenzione da un bel po’ per la vicenda della lottizzazione Petrollini. Nel mirino una Scia in variante del luglio 2019 e le difformità esecutive. Si parte dal piano interrato «destinato a cantina, attualmente utilizzato a soggiorno con vano cottura; nel medesimo locale è stato realizzato un camino con rispettiva canna fumaria, che non risulta rappresentato nell’elaborato grafico di progetto: risultava già presente al momento della presa in possesso» da parte degli acquirenti. Poi il piano terra: «Contrariamente a quanto previsto il vano disimpegno, antistante gli ingressi dei locali destinati a bagno e a studio, non è stato realizzato».
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Poi man mano si sono succedute ordinanze di sospensione lavori, check da parte dell’ufficio controlli edilizi insieme alla polizia Locale, una serie di scambi tra le parti, il ricorso al Tar da parte della società Petrollini (ottobre 2023) e la sentenza estiva del 2025 del tribunale amministrativo contro i provvedimenti di sospensione lavori e successiva demolizione. Con ricorso in parte inammissibile e per il resto respinto. Per palazzo Spada «dall’esito si evince il corretto operato dell’amministrazione circa l’attribuzione delle responsabilità in capo ai soggetti interessati».

Ora i fatti più recenti. Il 21 agosto la direzione dell’urbanistica, sulla base della sentenza del Tar, ha indicato il 30 settembre come data del sopralluogo di inottemperanza. Il nucleo controllo del territorio si è così attivato, accertando martedì «che quanto ingiunto nella suddetta ordinanza non era stato ripristinato in conformità allo stato legittimo di cui alla Scia in Variante del 30 luglio 2019». Si arriva al dunque: Bedini in giornata ha firmato la conclusione dell’iter amministrativo precisando che «l’intervento abusivo non risulta demolito/ripristinato e pertanto il completo rispristino dello stato dei luoghi ante-operam, verrà eseguito dall’amministrazione comunale, a spese dei responsabili degli abusi».
Il fascicolo con l’ordinanza passa ora alla direzione governo del territorio per l’immissione in possesso degli immobili e alla direzione lavori pubblici per l’adozione del provvedimento di ripristino secondo la Scia in variante del 2019. A chiudere il cerchio una sanzione amministrativa/pecuniaria da 1.300 euro (1.000 per la difformità del piano terra, 300 per il cambio di destinazione d’uso del piano interrato) e l’ingiunzione al pagamento – entro un mese – sotto pena degli atti esecutivi a carico della società e ai promissari acquirenti della casa. Che loro malgrado si sono ritrovati la ‘patata bollente’. Ci saranno ulteriori conseguenze?






