di S.F.
Un’unità specialistica dedicata alla gestione dei reati in riferimento alla legge 69/2019 e al supporto delle vittime di violenza di genere. Si chiama nucleo anti violenza ed è stato istituito in polizia Locale a Terni con tanto di approvazione del ‘Progetto Mimosa’: diverse le novità in arrivo in tal senso.

Nel Corpo diretto dalla comandante Gioconda Sassi sarà individuato personale con specifica attitudine e formazione, quindi l’allestimento di un ufficio protetto per le audizioni – la ‘Stanza rosa’ – e il costante contatto con i centri antiviolenza della Regione Umbria. Gli obiettivi principali sono tre: «Ricezione denunce e querele in ambienti protetti, monitoraggio dei casi a rischio sul territorio comunale e attivazione immediata dei protocolli di protezione (collocamenti in case rifugi)», si legge nel documento istruttorio.
In tal senso c’è il mandato per il sindaco Stefano Bandecchi per proporre al prefetto l’aggiornamento del ‘Patto per Terni sicura’. Step necessario per inserire il Nav nella rete di monitoraggio territoriale e coordinare gli interventi con polizia di Stato e Arma dei carabinieri. Invece per la direzione welfare c’è l’input «di definire i criteri attitudinali per la selezione del personale da assegnare al Nav e di coordinare un piano di formazione specialistica obbligatoria. Tale percorso formativo dovrà vertere sulle tecniche di ascolto attivo, sulla psicologia della vittima, sulla conoscenza della rete territoriale dei Centri Antiviolenza (Cav) e sulle procedure di messa in sicurezza immediata».
Con il ‘Patto per Terni sicura’ maggiore integrazione fra tutte le forze di polizia
A chiudere il cerchio l’istituzione di un tavolo tecnico permanente tra il comando della polizia Locale e la direzione welfare per il monitoraggio dei casi trattati dal ‘Progetto Mimosa’, ciò al fine di «garantire una presa in carico globale della vittima (e degli eventuali figli minori) che prosegua anche dopo la fase della denuncia». Ci sarà infine da stimare l’impatto patrimoniale e finanziario sul bilancio dell’ente. A gestire il tutto è la stessa dirigente della polizia Locale in qualità di responsabile del procedimento.






