di S.F.
Un’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi del 30 gennaio 2026. Un’ordinanza di sospensione dei lavori del 4 dicembre 2025 e, a chiudere il cerchio, una nota del Genio civile regionale del 2 dicembre 2025 «conosciuta solo negli estremi»: sono i tre atti impugnati da una società di costruzione di Terni riguardanti il Comune e la Regione, tutti costituiti in giudizio. Vicenda ‘congelata’ dal Tar.
Il tribunale amministrativo regionale ha infatti accolto l’istanza cautelare della società – difesa da Antonio De Angelis, Daniele Proietti e Manuela Landi – in quanto allo stato attuale «appare prevalente l’interesse di parte ricorrente alla sospensione degli effetti dell’ordinanza di demolizione impugnata, al fine di conservare la res adhuc integra sino alla definizione nel merito del giudizio, anche in ragione della dichiarata prossima definizione del procedimento di sanatoria edilizia». Salvo sorprese, dunque, non si arriverà alla sentenza di merito considerando l’accordo in arrivo.
In ogni caso è stata fissata al 3 novembre 2026 l’udienza di merito per l’eventuale trattazione. Il Tar ha intanto disposto «la sospensione degli effetti dell’ordinanza di demolizione, con salvezza degli ulteriori provvedimenti che si renderanno necessari a presidio della pubblica incolumità nonché dell’azione regionale, già avviata, di accertamento della sussistenza delle violazioni in materia sismica». A difendere il Comune sono Paolo Gennari e Francesco Silvi, mentre la Regione è seguita da Anna Rita Gobbo. A firmare l’ordinanza cautelare sono invece il presidente Pierfrancesco Ungari e l’estensore Guido Gabriele.






