«Come ti vedo con un altro, ti spacco la testa in due. Ti strappo il cuore con i denti e me lo mangio. Metto un po’ di sale, così a crudo, poi vedrai che pazzia». Questo il contenuto di un messaggio audio inviato via Whatsapp all’ex compagna nell’agosto del 2024, a circa un anno di distanza dalla fine della relazione. In mezzo, diversi altri episodi e condotte che sono costati ad un 34enne di origini romene, residente a Terni, una condanna a due anni e quattro mesi di reclusione per atti persecutori. La sentenza è stata emessa dal gip di Terni, Chiara Mastracchio, con le modalità del rito abbreviato e a fronte di una richiesta di condanna, da parte dell’accusa, a due anni e otto mesi.
Fra le diverse situazioni denunciate dalla donna, 35enne ternana, figurano intrusioni nella sua abitazione, pedinamenti, minacce più o meno velate, appostamenti. Situazioni violente e morbose, come quando dopo essere entrato nell’appartamento della giovane con la forza e aver poggiato un coltello a serramanico sul tavolo, l’uomo aveva iniziato a girare ossessivamente, di stanza in stanza, per verificare che non ci fossero altri in sua compagnia.
Alla fine le denunce, che coprono un arco temporale di circa un anno e legate anche al profondo stato di prostrazione della giovane in seguito ai comportamenti dell’ex, sono sfociate nel processo giunto alla sentenza di condanna, appellabile. Contestualmente il gip ha anche stabilito un risarcimento in favore della 35enne, parte civile attraverso l’avvocato Maurizio Cecconelli, pari a 10 mila euro. L’ex compagno era stato anche sottoposto alla misura del divieto di comunicazione e avvicinamento alla persona offesa, con controllo tramite braccialetto elettronico.






