Torna il pressing per la pineta Centurini a Terni, oggetto di un corposo abbattimento nell’estate 2023 per motivi di sicurezza. Il tema è la piantumazione di alberi ed a farsi avanti questa volta è il segretario comunale di Forza Italia, Antonio De Angelis. Ne nascerà uno scontro che coinvolgerà anche gli assessori Marco Iapadre e Giovanni Maggi.
AGOSTO 2023: LA RIAPERTURA AL TRAFFICO DOPO L’INTERVENTO

«La pineta Centurini, storico polmone verde della città, versa in uno stato di totale abbandono da oltre due anni, da quando cioè l’Amministrazione Bandecchi ritenne necessario abbattere oltre 90 alberi. A gennaio 2024 – ricorda De Angelis – venne annunciata una imminente nuova piantumazione della pineta, di cui si sono però perse le tracce. A quanto sembra, gli alberi che avrebbero dovuto essere messi a dimora nella pineta Centurini sono stati piantati da altre parti, e ciò in quanto il terreno non sarebbe adatto ad alcuni tipi di alberature».
ESTESA L’AREA DEGLI ABBATTIMENTI NEL LATO PUBBLICO
Poi l’input: «Perché in tutto questo tempo l’amministrazione Bandecchi non ha pensato ad una soluzione alternativa (un parco con piante di diverso tipo, adatte al terreno, oppure la realizzazione di un parco con giochi per bambini) per l’area della pineta Centurini? Per quanto tempo – conclude l’avvocato 44enne – ancora l’area della pineta Centurini dovrà versare nello stato di totale abbandono in cui si trova attualmente? Terni ha bisogno di più piante e più parchi, di progetti seri di riforestazione urbana».

Nelle ore successive è stato Iapadre a replicare via social a De Angelis: «Di nuovo approssimazione nei metodi, nell’informazione e nei contenuti da parte della segreteria comunale di Forza Italia. Approssimazione nei metodi perchè, pur essendo il partito rappresentato in consiglio comunale, non affronta questioni concrete nelle sedi opportune ma solleva polveroni mediatici, lasciando pensare che l’unico intento, forse, è il lancio di un’improbabile futura autocandidatura. Approssimazione nell’informazione, in quanto è stato illustrato più volte che gli agronomi hanno ritenuto tecnicamente non possibile una ripiantumazione in quell’area e che, nella proporzione di due nuove piantumazioni ogni albero abbattuto, il Comune – prosegue – ha provveduto ad intervenire in altre aree della città, tra le quali, ad esempio, l’area a verde tra via Piermatti e via Donatori di sangue, a Borgo Bovio. Approssimazione nei contenuti perché ignora, evidentemente, che grazie anche all’opera dell’attuale amministrazione in tema di verde urbano, Terni sta scalando le classifiche di autorevoli indagini nazionali ed internazionali. Recentemente, ad esempio, l’organizzazione internazionale di ricerca in ambito forestale EFI, ha analizzato la copertura di alberi nelle città europee e ha attestato che Terni è diventata una delle 30 città europee con maggiore copertura di alberi, la numero 9 tra le città italiane. Non a caso, grazie al lavoro dell’amministrazione guidata da Stefano Bandecchi – Sindaco di Terni, dopo poco più di un anno dall’insediamento, Terni aveva già scalato 14 posizioni nella classifica della qualità della vita nelle città Italiane stilata dal Sole 24 Ore, anche grazie ai progressi registrati nell’ambito del verde urbano. Voi continuate pure a sollevare polveroni mediatici conditi dall’immancabile dose di qualunquismo. Noi continuiamo a lavorare per il futuro della città, come i fatti dimostrano chiaramente».

Tra le varie prese di posizione, anche quella di Maggi in risposta ad alcuni cittadini sulla pineta: «Nella pineta non è possibile a causa del terreno inquinato dalle scorie presenti nel sottosuolo», il suo commento sulla messa a dimora di nuove piante. Su quest’ultimo punto è poi intervenuto ancora De Angelis: «Si apprende da commenti facebook degli assessori Iapadre e Maggi che l’area non potrà mai più essere utilizzata. Le parole degli assessori destano profonda preoccupazione e sollevano quesiti:cosa dicono esattamente le relazioni dei tecnici relativamente alla presenza delle scorie inquinanti nel sottosuolo? È stato attivato un procedimento di bonifica ai sensi del testo unico dell’ambiente? Ci sono analisi chimiche che, vista la presenza di scorie, abbiano attestato la contaminazione di suolo e acque? Per quale motivo, se a detta degli amministratori, il terreno è così pericoloso da non poter essere destinato a nessuna attività, continua ad essere accessibile al pubblico? E ancora, sulla asserita ripiantumazione in altra sede degli oltre 90 alberi abbattuti: quanti esattamente ne sono stati ripiantumati e dove? I cittadini ternani – conclude – hanno diritto di avere risposte chiare».






