di S.F.
«A seguito dell’aggiornamento Istat pari all’1%, applicato in modo lineare esclusivamente sulla tariffa base, alcune tariffe puntuali non hanno registrato variazioni per effetto degli arrotondamenti matematici operati sia nell’impianto tariffario vigente, sia nella nuova proposta aggiornata, successivamente all’applicazione dei rispettivi coefficienti di riduzione». Lo mette nero su bianco il Comune di Terni nell’approvare il canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria per il 2026-2028. In tutto vale un introito stimato di 7,4 milioni di euro nel triennio.
LE TARIFFE 2026-2028 PER IL CANONE UNICO PATRIMONIALE (.PDF)

Si tratta dell’approvazione delle tariffe e dei coefficienti moltiplicati per le occupazioni di suolo pubblico e ciò che concerne i mercatali. In tutto palazzo Spada stima un ingresso economico di poco superiore ai 2,4 milioni di euro l’anno a partire dal 2026: «È intenzione del Comune di Terni di procedere con l’adeguamento Istat del canone, prevedendo un incremento annuale ed automatico dello stesso sulla base della variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati», viene sottolineato. Due le note arrivate all’ufficio unico delle entrate in tal senso.
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Dal governo del territorio che, in sintesi, ha comunicato l’aggiornamento delle tariffe sulla base dell’adeguamento Istat e dallo sviluppo economico: «Il suddetto adeguamento non si applica nello specifico al canone mercatale». Fine della storia. Il maggior gettito annuo viene quantificato dal Comune in 24.290 euro.






