A Rieti lo danno come molto probabile e parlano di «ennesima battaglia che il territorio dovrà combattere per non essere ulteriormente impoverito»: il tribunale della città laziale – che il Ministero della giustizia classifica come ‘medio-piccolo’ – rischia di essere coinvolto nelle modifiche previste dalla ‘commissione Vietti’ che, peraltro e come umbriaOn ha scritto, mette a repentaglio anche la Corte d’appello di Perugia.
Tribunali Quello della riduzione delle Corti d’appello, infatti, è solo uno dei provvedimenti che potrebbero essere determinati dallo studio governativo: si ipotizza la soppressione di venti tribunali, oltre ai trenta già chiusi nel 2012, e le Corti di Appello – per restare operative – dovranno gestire ‘distretti’ che siano composti da almeno un milione di abitanti: e per quella perugina poter contare sui circa 200 mila utenti reatini sarebbe decisivo.
Favorevoli e contrari Nei giorni scorsi il vice coordinatore provinciale di Ncd-AreaPopolare di Perugia, Mirko Menicacci, aveva detto che «allargare il distretto di Perugia non sarebbe una forzatura rispetto allo spirito del ddl-delega che prevede una razionalizzazione territoriale degli uffici giudiziari, in quanto quello perugino non è uno di quei micro-distretti che non arrivano a 500 mila abitanti, come ce ne sono tanti in Italia. Anzi allargando il distretto perugino con Rieti, si farebbe una cortesia anche ai reatini che non devono andare a perdersi nel mare magnun del tribunale di Roma»; mentre per il presidente dell’ordine degli avvocati di Rieti, Luca Conti, «per quanto riguarda il distretto della corte di Appello di Roma non sono previsti tagli di tribunali, per cui Rieti non può essere incluso nell’elenco che ancora non è stato reso noto». Forse non a caso.






