La Flc Cgil di Terni interviene nel dibattito sul dimensionamento scolastico, criticando il confronto politico che si è sviluppato negli ultimi mesi e chiedendo di riportare al centro «la scuola stessa», anziché lo scontro tra istituzioni. Per il sindacato, la vicenda degli accorpamenti rappresenta l’ennesimo esempio di una politica che alimenta la disaffezione dei cittadini, mentre «tutti parlano di scuola tranne la scuola stessa».
Nel ricostruire l’iter, la Flc Cgil di Terni – il cui segretario è Marco Vulcano – ricorda che il Governo aveva imposto alla Regione Umbria di procedere con alcuni accorpamenti, tra cui quello tra la direzione didattica Don Milani e l’istituto comprensivo De Filis di Terni. Successivamente palazzo Donini aveva impugnato il provvedimento chiedendone la sospensione, ma il Governo aveva respinto la richiesta nominando un commissario straordinario. Quest’ultimo aveva modificato il piano originario, escludendo Terni e prevedendo invece un accorpamento a Città di Castello, poi annullato dal Tar dell’Umbria.
Secondo il sindacato, sorprende la decisione del ministero di non impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato. Una scelta che, sostiene la Flc Cgil, lascia aperti molti interrogativi e che viene letta come una sostanziale rinuncia a difendere un provvedimento adottato da un commissario nominato dallo stesso Governo.
Nel comunicato viene inoltre evidenziata la posizione dell’assessore regionale all’istruzione, Fabio Barcaioli, che ha chiesto al Ministero di mantenere invariata la situazione per l’anno scolastico 2026/2027, rinviando gli accorpamenti per consentire una riorganizzazione della rete scolastica secondo le tempistiche del tavolo regionale. Una richiesta che il sindacato definisce «l’unica praticabile a questo punto dell’anno», sottolineando come un eventuale dimensionamento entro settembre avrebbe «ricadute talmente devastanti» sull’organizzazione delle scuole da compromettere il regolare avvio dell’anno scolastico.
La Flc Cgil esprime quindi apprezzamento per questa iniziativa, auspicando che venga accolta dal Governo. Al tempo stesso, però, avverte che «anche questa sospensione rischia di essere solo un rinvio», dal momento che il tema del dimensionamento resta aperto e dipenderà anche dall’esito del ricorso promosso dalla Regione Umbria contro il provvedimento governativo.
Il sindacato guarda infine al futuro chiedendo che l’eventuale rinvio non si traduca semplicemente nello slittamento di una decisione già presa, ma apra invece «un periodo di vera partecipazione» che coinvolga tutte le istituzioni e i soggetti interessati. In questo percorso, conclude la Flc Cgil, «Comune e Provincia di Terni dovranno necessariamente cambiare registro», affinché si arrivi a una soluzione condivisa per il territorio.






