Trent’anni di reclusione complessivi: ventidue per omicidio volontario e otto per vilipendio e occultamento di cadavere. Questa la pena stabilita dalla Corte d’Assise di Terni, presieduta da Simona Tordelli, nei confronti di Dmytro Shuryn, il 33enne di nazionalità ucraina accusato dell’omicidio del 21enne di nazionalità bengalese Bala Sagor, per tutti ‘Obi’, avvenuto nel settembre del 2025 a Spoleto.

La sentenza è stata emessa giovedì 4 giugno e le motivazioni verranno depositate entro i prossimi 60 giorni. La Corte he escluso l’aggravante dei futili motivi e non ha riconosciuto allo Shuryn le attenuanti generiche.
Nella precedente udienza l’accusa, rappresentata dal pm Roberta Del Giudice e dal procuratore della Repubblica di Spoleto, Claudio Cicchella, aveva chiesto l’ergastolo. Dmytro Shuryn aveva ucciso il 21enne con una coltellata nella cantina dell’abitazione del 33enne in via Pietro Conti a Spoleto. Poi – da qui le accuse di vilipendio e occultamento di cadavere – aveva fatto a pezzi e nascosto in più luoghi la salma del giovane, con l’obiettivo – secondo gli inquirenti – di cancellare le prove di quanto compiuto.
L’omicidio era maturato al culmine di una lite legata al prestito di una piccola somma di denaro da parte di Obi al 33enne, segnato dal vizio del gioco. Shuryn era stato arrestato dai carabinieri nel contesto dell’indagine coordinata dalla procura spoletina.

Secondo l’avvocato Donatella Panzarola, difensore del cuoco 33enne, «la Corte ha correttamente escluso l’aggravante dei futili motivi, ritenendo non ci fossero i presupposti per l’ergastolo. Ora leggeremo attentamente le motivazioni. Il mio assistito ovviamente non gioisce, riconosce la propria responsabilità e vuole pagare la sua pena».
Così l’avvocato Paola Picchioni, legale delle parti civili, i genitori, le sorelle e la nonna di Bala Sagor a cui sono state riconosciute provvisionali per complessivi 390 mila euro: «Ci eravamo associati alla richiesta di ergastolo formulata dal pubblico ministero, anche a fronte dell’efferatezza di quanto compiuto. Ora attendiamo le motivazioni per analizzarle».






