Si avvia alla chiusura l’edizione 2026 dell’Umbria Classic Festival, segnata da una crescita evidente di pubblico e da un cartellone che ha portato in città interpreti di primo piano della scena musicale. Un entusiasmo diffuso che ha trovato una delle sue espressioni più intense nel concerto del 18 aprile con il Trio Liszt, protagonista di una serata particolarmente partecipata al PalaSì di Terni.
La giovane formazione, già affermata a livello internazionale, ha proposto il Trio per pianoforte n.2 in Mi bemolle, Op. 100, D 929 di Franz Schubert, offrendo un’esecuzione di alto profilo. Il pubblico ha riempito il salone in ogni ordine di posti e ha risposto con un lungo applauso, culminato in una standing ovation per Elia Chiesa (violino), Luigi Visco (violoncello) e Christian De Luca (pianoforte).
«Un grazie particolare al Comune di Terni e agli assessori Michela Bordoni e Tiziana Laudadio per esserci state sempre vicine», sottolinea la direttrice artistica Anais Lee. «Un ringraziamento anche alla Tenuta Cavalier Mazzocchi che, con le sue produzioni, ha contribuito a far conoscere il territorio ai numerosi spettatori arrivati da fuori regione, molti dei quali da Roma».
Il festival, promosso dall’Associazione Mozart Italia – sede di Terni e sostenuto dalla Fondazione Carit, con la collaborazione dei Comuni di Terni e Narni e della Diocesi, si prepara ora agli ultimi due appuntamenti. «Siamo davvero soddisfatti di questa edizione – aggiunge Lee – con sale sempre piene e artisti di altissimo livello. È un risultato che condividiamo con chi ci sostiene fin dall’inizio e con un pubblico sempre più attento e partecipe. Ogni traguardo rappresenta un nuovo punto di partenza per crescere ancora».
Domenica 26 aprile alle 17.30, a palazzo Primavera, è in programma ‘Incantevole Energia’, concerto del Quartetto Werther, ensemble fondato nel 2016 e considerato tra i più promettenti del panorama cameristico nazionale e internazionale. Il gruppo – composto da Misia Sophia Jannoni Sebastianini (violino), Martina Santarone (viola), Vladimir Bogdanovic (violoncello) e Antonino Fiumara (pianoforte) – si distingue per la coesione e la profondità interpretativa, maturate anche attraverso il confronto con maestri della tradizione cameristica europea.
Gran finale lunedì 27 aprile alle 21, sempre a palazzo Primavera, con ‘Sulle ali del canto’: protagonisti il mezzosoprano Sofia Pavone, il baritono Gurgen Baveyan e il pianista Michelangelo Carbonara. Un programma che unisce esperienze e percorsi artistici diversi, dal repertorio operistico alla contaminazione tra generi, a chiudere un’edizione che ha consolidato la presenza del festival nel panorama culturale regionale.
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