Umbria, gestione sanitaria accentrata: -77% di utile rispetto al 2022. I documenti

Sanità – Approvato in giunta regionale il maxi documento contabile. Scendono debiti e crediti, oltre 100 strutture private accreditate

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di S.F.

Via libera in Regione ad uno dei documenti più complessi nell’arco dell’annualità. Si tratta del bilancio d’esercizio della gestione sanitaria accentrata (Gsa): mercoledì è arrivata l’approvazione della giunta Tesei dopo una serie di precedenti passaggi. Come ad esempio l’adozione del 17 maggio, il riaccertamento dei residui attivi/passivi e l’ok al rendiconto generale dell’amministrazione. L’utile è quantificato in 276 mila euro e, insieme a quelli degli esercizi precedenti, sarà accantonato a riserve destinati ad investimenti.

IL BILANCIO GSA 2023 – DOCUMENTO (.PDF)
LA RELAZIONE TECNICA DEL RESPONSABILE – DOCUMENTO (.PDF)

Coletto e Tesei

La differenza con il 2022 e gli accreditamenti

Per quel che concerne il conto economico si registra una diminuzione del 77,4% dell’utile rispetto al 2022 (fu di 1 milione 223 mila euro). Capitolo stato patrimoniale: i debiti sono scesi da 647 milioni di euro a 540 milioni (-16,4%), i crediti da 573 milioni a 327 milioni (-42,8%). Questioni tecniche che in ogni caso possono essere analizzate nel documento integrale che pubblichiamo. Altro tema interessante riguarda il procedimento di accreditamento delle strutture sanitarie e socio sanitarie private/pubbliche: era fermo dal 2018 e nel 2022 è stato di nuovo avviato. Esito? Al 31 dicembre 2023 risultano accreditate 101 strutture sanitaria private; al 31 marzo sono 139 e sono in corso gli audit per le rimanenti. Tornando al bilancio, gli incrementi analizzati derivano «per lo più dall’aumento dei prezzi connesso al fenomeno inflattivo in corso, dalla presenza di costi incomprimibili (per avvio di nuove gare o adeguamenti tariffari o per assolvere ad obblighi di legge inderogabili), e – nel caso delle aziende ospedaliere – dall’incremento dell’attività. Sui costi per acquisti di beni non sanitari hanno pesato gli aumenti dei prezzi dovuti alla congiuntura economica in essere; sui costi per servizi non sanitari hanno impattato sia l’aumento delle giornate di degenza per incremento dell’attività di ricovero, sia l’andamento inflazionistico». Il fondo sanitario regionale 2023? 1 miliardo e 812 milioni di euro: «È da rilevare che, a fronte del complesso delle risorse ripartite per il 2023, la Regione Umbria sconta gli effetti del saldo negativo di mobilità interregionale che si attesta ad un – 31 milioni di euro, con importanti effetti sulle risorse a disposizione del Ssr per l’anno di riferimento». Firmano il responsabile del procedimento Andrea Milleni, la dirigente Sabrina Socci, il direttore Massimo D’Angelo e l’assessore Luca Coletto.

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