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Home » Umbria: il turismo come leva di sviluppo. Al Senato il confronto su infrastrutture e territori

Umbria: il turismo come leva di sviluppo. Al Senato il confronto su infrastrutture e territori

Think Tank Terni riunisce istituzioni e operatori per delineare una strategia integrata. Turismo contro lo spopolamento, più infrastrutture e sinergie tra territori

di Fabio Toni
25 Marzo 2026
in Politica
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
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di Mariachiara Manopulo

Il futuro dello sviluppo territoriale dell’Umbria passa da infrastrutture moderne, rigenerazione industriale e nuove forme di turismo esperienziale. È da questa visione che nasce l’iniziativa promossa dal Think Tank Terni, «La Porta dell’Umbria: Strategie per un Turismo Connesso», che si è svolta oggi pomeriggio presso il Senato della Repubblica. Un appuntamento di alto profilo che ha riunito istituzioni, esperti e stakeholder per discutere il ruolo strategico di Terni come hub di connessione tra territori, con l’obiettivo di costruire un modello di crescita sostenibile e integrata. Il confronto, ospitato nella prestigiosa Sala ISMA, ha rappresentato un’occasione concreta per delineare nuove traiettorie di sviluppo e rilancio economico, a partire dal dialogo tra pubblico e privato.

L’iniziativa, moderata da Paola Idilla Carella, Presidente del ThinkTankTerni, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di parlamentari, esponenti del mondo accademico, amministratori locali, rappresentanti del sistema economico e operatori del settore turistico, che si sono confrontati sui temi della governance territoriale, delle infrastrutture, della promozione e dei nuovi modelli di sviluppo legati al turismo.

Ad aprire i lavori è stato il senatore Andrea Paganella: «L’Umbria è il polmone verde d’Italia – ha ricordato – e rappresenta un vero e proprio microcosmo del Paese: un insieme di borghi, tradizioni e saperi che offrono un’esperienza autentica e profondamente identitaria». Al centro dell’intervento il tema delle infrastrutture, indicato come snodo decisivo per lo sviluppo e fondamentali per collegare le aree interne e montane, che spesso non dispongono di servizi adeguati. «Investire in infrastrutture – ha sottolineato – significa migliorare la qualità della vita e creare nuove opportunità di crescita. Oggi i viaggiatori cercano esperienze autentiche, e l’Umbria ha un vantaggio competitivo straordinario in questo senso. Tuttavia, questo patrimonio deve essere organizzato e promosso nel modo giusto», ha concluso.

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche l’onorevole Raffaele Nevi, che ha sottolineato l’importanza di tornare a costruire una visione strategica per il futuro di Terni e dell’Umbria e ha richiamato l’attenzione sui principali nodi infrastrutturali che incidono sullo sviluppo dell’area: «Terni è un crocevia importante: dal rapporto con le Marche al tema ferroviario, con il raddoppio della Foligno-Spoleto e la criticità della strozzatura di Spoleto, fino al completamento della Tre Valli, fondamentale per connettere territori come San Gemini e Acquasparta». Il turismo – ha proseguito – «è un settore troppo spesso sottovalutato, ma rappresenta invece una leva fondamentale per lo sviluppo e può essere uno strumento decisivo per contrastare lo spopolamento dei borghi». È intervenuta anche l’onorevole Giorgia Latini, che ha sottolineato il valore strategico della collaborazione tra territori: «Umbria e Marche possono sviluppare sinergie importanti, valorizzando i borghi e puntando su un turismo lento ed esperienziale, come dimostrano i cammini francescani». Anche Latini ha evidenziato il ruolo del turismo come leva contro lo spopolamento: «Investire nei piccoli comuni, anche attraverso strumenti come gli alberghi diffusi, significa ridare vita ai territori e creare nuove opportunità di sviluppo». Fondamentale, però, un approccio strutturato: «Servono azioni concrete, finanziamenti adeguati e una semplificazione burocratica, ma soprattutto strategie continuative nel tempo». Infine, ha richiamato l’importanza della valorizzazione identitaria: «Dobbiamo costruire un’offerta turistica che racconti le nostre tradizioni e attragga visitatori tutto l’anno, attraverso esperienze autentiche capaci di lasciare un segno».

Per Ivana Jelinic, Amministratore Delegato di ENIT, «l’Umbria è una terra straordinaria, fatta di borghi e identità autentiche, ma richiede una strategia precisa per essere valorizzata». Centrale il tema dell’accessibilità: «Per anni abbiamo raccontato la bellezza dell’inaccessibilità dell’Umbria, ma oggi, in un mercato competitivo, non tutti i turisti sono disposti a fare ‘maratone’ per arrivare a destinazione». Jelinic ha ricordato come «il 96% del territorio italiano sia ancora sottosviluppato turisticamente», evidenziando quindi un grande potenziale di crescita, e ha lanciato un appello: «Se davvero crediamo che il turismo sia “l’oro dell’Italia”, dobbiamo investire seriamente, migliorando infrastrutture e riducendo gli ostacoli burocratici per il privato». A chiudere i lavori è stato il consigliere comunale di Terni Guido Verdecchia, che ha sintetizzato il senso dell’iniziativa rilanciando la necessità di fare rete tra territori e istituzioni: «Non possiamo pensare che lo sviluppo passi solo dall’industria. Dobbiamo costruire una visione più ampia, capace di valorizzare il turismo e le potenzialità del territorio». Verdecchia ha sottolineato le difficoltà operative dei piccoli comuni e la necessità di dotarli di strumenti efficaci, auspicando un percorso condiviso con ANCI e Camera di Commercio per rafforzare la collaborazione tra amministrazioni locali. «La vera sfida è superare le singole esigenze e lavorare insieme, sfruttando anche la vicinanza strategica con Roma», ha aggiunto, evidenziando come molte opportunità restino ancora inespresse. «Dobbiamo trasformare le idee in progetti concreti e rendere operative le sinergie tra territori». Un impegno che, nelle intenzioni degli organizzatori, potrà trovare proprio nel Think Tank Terni uno strumento di confronto stabile per costruire una progettualità condivisa e orientata al futuro.

L’incontro al Senato ha così confermato la centralità di Terni e dell’Umbria in una riflessione più ampia sul futuro dei territori interni, mettendo in evidenza come turismo, infrastrutture e capacità di fare rete rappresentino oggi le leve decisive per lo sviluppo. Dal confronto è emersa una linea condivisa: senza una visione strategica, investimenti mirati e una maggiore collaborazione tra istituzioni e territori, il potenziale dell’Umbria rischia di rimanere inespresso. Al contrario, puntando su identità, accessibilità e innovazione, la regione può ritagliarsi un ruolo sempre più competitivo nel panorama turistico nazionale e internazionale. Un primo passo, quello promosso dal Think Tank Terni, che punta ora a tradursi in proposte concrete e azioni operative per il rilancio del territorio.

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