Il prossimo 29 maggio riceverà l’Ape d’Oro nell’ambito della terza edizione del premio assegnato dalla Provincia di Terni. Leonardo Fausti, dell’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni, lega questo riconoscimento anche e soprattutto all’impegno messo in campo in epoca Covid, quando aveva operato h24 come parte della task force aziendale, in particolare reperendo materiali da ogni parte del mondo quando le forniture erano bloccate.
Una storia di gestione dell’emergenza in tempo reale, con risorse limitate e pressioni importanti, eccezionali come la fase che ci siamo trovati tutti a vivere. Un periodo a suo modo ‘storico’, dove cittadini, istituzioni e imprese hanno fatto la propria parte, in uno sforzo sinergico di solidarietà e operosità collettiva.
«Il Covid ci ha messo tutti alla prova – afferma Fausti -. Io ho scelto di non tirarmi indietro. Facevo parte della task force dell’azienda ospedaliera, ero reperibile h24 e ho fatto quello che la situazione richiedeva: reperire dispositivi ed elettromedicali ovunque nel mondo, trovare strade alternative quando quelle ufficiali erano bloccate. Nessuno me lo aveva chiesto esplicitamente. Ma certi momenti non lasciano spazio all’esitazione».
«La soddisfazione più grande, quella che non si premia – prosegue – è sapere di aver fatto la cosa giusta. Senza il direttore generale Andrea Casciari, che credette nelle mie capacità, molto non sarebbe stato possibile. Così come senza il professor Luigi Carlini, allora presidente della Fondazione Carit, che con il suo cda capì subito la gravità di quello che stava accadendo e stanziò i fondi necessari: 3 milioni di euro. E senza i cittadini, le associazioni, le imprese locali che donarono denaro e presidi: quella rete fu la vera spina dorsale dell’emergenza. Ringrazio il presidente della Provincia Stefano Bandecchi e il vice presidente Francesco Ferranti – conclude Leonardo Fausti -per questo riconoscimento, e la commissione esaminatrice per averlo reso possibile».







