di Giovanni Cardarello
Un intero anno scandito da percosse, vessazioni psicologiche e un atto finale di estrema ferocia: l’uccisione del gattino della vittima. È questo il terribile quadro delineato dai carabinieri di Foligno, riportato da ‘La Nazione Umbria‘. Al centro della vicenda un 18enne, chiamato a rispondere di gravi ipotesi di reato ai danni della ex fidanzata, che all’epoca dei fatti aveva solo 15 anni di età.
La spirale di abusi è emersa solo nell’autunno del 2025, quando la ragazza è riuscita a vincere la paura, confessando alla madre l’incubo vissuto. La successiva denuncia ha attivato immediatamente i protocolli di tutela: il giovane si trova ora agli arresti domiciliari, monitorato tramite braccialetto elettronico.
Un’escalation di terrore
Inizialmente indagato per atti persecutori, lesioni e minacce, la posizione del 18enne si è aggravata durante l’incidente probatorio. Davanti ai magistrati la giovane, assistita dall’avvocato Annalisa Campagnacci, ha raccontato di essere stata costretta per mesi ad assecondare i desideri sessuali del fidanzato contro la propria volontà. Alle contestazioni si è così aggiunto il reato di violenza sessuale.
I dettagli che emergono dagli atti sono brutali. Il ragazzo avrebbe più volte aggredito la minore con calci e pugni, arrivando in un’occasione a stringerle una corda al collo fino a farle quasi perdere i sensi per soffocamento. L’episodio decisivo per la denuncia è avvenuto in autunno, quando un violento pestaggio ha lasciato sul corpo della 15enne segni ed ecchimosi evidenti per giorni.
La crudeltà sul gattino
Oltre alle violenze sulla fidanzata, il 18enne deve rispondere di maltrattamento di animali. Secondo l’accusa, per colpire la ragazzina nei suoi affetti più cari e isolarla ulteriormente da amici e familiari, avrebbe calpestato a morte il suo gatto. Un gesto di estrema crudeltà gratuita che ha segnato profondamente la giovane, spingendola a chiedere aiuto.
La battaglia legale
Il sostituto procuratore Roberta Del Giudice ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per il giovane, saltando la fase dell’udienza preliminare. La difesa, rappresentata dagli avvocati Guido Bacino e Samuele Ferocino, punta invece a smontare la tesi accusatoria attraverso il rito abbreviato, condizionato però all’assunzione di prove testimoniali che potrebbero alleggerire la posizione dell’imputato. La decisione sulle sorti del giovanissimo imputato è rinviata al prossimo mese di giugno.






