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Home » Terni Reti, il Comune dice che si può fare

Terni Reti, il Comune dice che si può fare

di Marco Torricelli
17 Novembre 2015
in Attualità, Economia, Imprese, Politica
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
Il consiglio comunale di Terni

Il consiglio comunale di Terni

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Terni Reti ha avuto il via libera. Il consiglio comunale ha approvato a maggioranza (18 voti a favore e 8 contrari) l’atto proposto dalla giunta comunale sul nuovo assetto della società Terni Reti, sul nuovo statuto e sul piano industriale.

LA DELIBERA DI GIUNTA SU TERNI RETI

Il dibattito Nel corso del dibattito che ha preceduto il voto finale Federico Pasculli (M5S) ha detto che si tratta solo di un trasferimento di problemi ad altra società. «Non basta cambiare nome all’Usi per risolvere la situazione, visto che non ci sono garanzie sul piano industriale». Marco Cecconi (FdI) ha parlato di «disastro generale sul fronte delle partecipate del Comune, altro che razionalizzazione. In questo contesto va inserita la creazione della nuova Terni Reti, che appare solo come un nuovo metodo per tirare a campare. Perché quello che non siete stati capaci di fare ieri attraverso società specializzate in diversi settori dovreste essere capaci di farlo oggi?». Per Andrea Cavicchioli (Pd), invece «l’atto s’inserisce nel processo di razionalizzazione frutto del quadro generale e comporterà uno sforzo notevole, ma è anche una scommessa per dare una risposta a criteri di economicità, di prospettiva e di interesse dell’ente. I passaggi con i revisori dei conti sono stati fatti con scrupolo». Non è dello stesso avviso Franco Todini (IC), secondo il quale «il parere sul piano industriale è prodromico per capire se la nuova società convenga o no all’amministrazione comunale». Todini ha poi espresso contrarietà «ad un’operazione definita contingente, senza una strategia di sistema capace di risolvere strutturalmente il problema». Secondo De Luca (M5S) con questo atto «si celebrano anche i funerali dell’Isrim e i piani di razionalizzazione sono solo delle toppe per nascondere la disastrosa gestione delle partecipate del Comune negli ultimi venti anni». Per Francesco Ferranti (FI) «appare chiaro che non ci sono piani industriali utili e costruttivi e progettualità per rendere servizi più convenienti ai cittadini. Questo atto viene proposto solo per la redditività dell’ente, perché lo chiede la nuova legge».

L’assessore Per  Vittorio Piacenti D’Ubaldi, l’atto su Terni Reti «non è un atterraggio d’emergenza, ma un’operazione con una valenza industriale significativa. E’ chiaro che si è tenuto conto delle necessità di difesa dei livelli occupazionali e proprio per questo abbiamo ipotizzato uno schema di protocollo con le organizzazioni sindacali di categoria che poi dovrà essere esplicitato in un vero e proprio accordo con i soggetti interessati. Quanto alla riconciliazione crediti-debiti si cercherà di rispettare l’impegno entro la fine dell’anno».

Le schermaglie Il Movimento 5 Stelle aveva anche presentato un atto d’indirizzo con il quale chiedeva al sindaco di riferire immediatamente «sulle modalità attraverso le quali intenda applicare, così come promesso in campagna elettorale, lo strumento della mobilità tra partecipate a favore dei 25 dipendenti Isrim rimasti senza lavoro». Andrea Cavicchioli (Pd) ha proposto un emendamento a questo atto posticipando di fatto la richiesta di chiarimenti al sindaco alla prossima seduta consiliare. Il consiglio ha approvato l’emendamento a maggioranza (18 a 8) e l’atto d’indirizzo emendato con 18 voti a favore e 8 astenuti. Su questo atto, Francesco Ferranti aveva proposto una sospensione del punto in attesa dei chiarimenti, che però è stata respinta dal consiglio a maggioranza.

 

 

 

 

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