di Leonardo Latini
sindaco di Terni dal 2018 al 2023
Quando ho saputo dell’arrivo a Terni del tour di Radio 105 con Tommaso Paradiso ho subito pensato: «Ottimo, finalmente un evento di richiamo per la città». L’entusiasmo iniziale ha lasciato però spazio all’amarezza non appena è emerso che la serata verrà finanziata con i fondi PNRR destinati alla rinascita del borgo di Cesi. Questa vicenda rivela la grande questione irrisolta della città, sollevando una questione culturale e politica enorme, che investe l’idea stessa di futuro della nostra comunità.
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Se nel 2022 Terni è riuscita ad aggiudicarsi il prestigioso Bando Borghi del Ministero della Cultura non è stato per caso o per un colpo di fortuna, ma perché quel progetto interpretava l’anima autentica di Cesi. Non avevamo messo su carta semplici suggestioni, ma una visione basata sull’identità profonda del territorio: avevamo raccontato miti e leggende antiche, realizzando un ponte tra la città e le sue montagne e schiudendo una porta verso le meraviglie della Valle Incantata; avevamo proiettato nel futuro la tradizione, svelando le bellezze della natura insieme a quelle della storia e fondendo nell’outdoor la dinamiità della città dell’acciaio.
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Il progetto Cesi Porta delle Meraviglie ha dimostrato che quando una comunità ha consapevolezza della propria identità, sa raggiungere gli obiettivi che si prefigge, anche i più sfidanti. Come vincere un bando difficilissimo, traguardo condiviso con appena altre venti realtà in tutta Italia, facendo atterrare sul nostro territorio 20 milioni di euro.
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Ecco perché utilizzare quelle risorse per un evento che non sembra valorizzare affatto il cuore del progetto è una scelta profondamente sbagliata, che va ben oltre la regolarità formale degli atti amministrativi. Perché è l’ennesimo tradimento del tentativo di ricostruire la nostra identità, oltre che del genius loci di uno dei nostri borghi più belli.
Per esplorare nuovi sentieri di crescita economica e sociale dobbiamo riappropriarci di noi stessi e ritrovare un’identità comune. Se non comprenderemo chi siamo e dove vogliamo andare, resteremo fatalmente sospesi: una città senza bussola, costretta a rincorrere un qualche Paradiso artificiale promesso da un Papa straniero.Per una volta avevamo provato a pensare in grande, a guardare oltre e a sentire il nostro territorio in modo più profondo e ampio, per un futuro diverso. Torniamo ad avere una visione condivisa invece di continuare a dividerci e proviamo a guardare avanti con la consapevolezza di quello che siamo.






