della Filcams Cgil dell’Umbria
Anche per quest’anno abbiamo dovuto proclamare sciopero per due date fondamentali per la nostra Repubblica: 25 aprile e 1° maggio. E abbiamo dovuto farlo per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori del commercio di andare nelle piazze dove si celebrano la liberazione e la festa del lavoro.
Lo sciopero serve per ribadire che le festività nazionali vanno rispettate e per dare copertura a tutti quei lavoratori che vorranno rifiutarsi di andare al lavoro in quelle date.
Numerose catene distributive hanno infatti comunicato la decisione di aprire in occasione delle festività. La liberalizzazione attuata dal governo Monti purtroppo lo permette, poiché prevede la possibilità di apertura per 365 giorni all’anno ed abolisce qualunque competenza degli enti locali in materia. Il commercio non è un servizio pubblico indispensabile paragonabile ad un ospedale.
Il 25 aprile e il 1° maggio hanno un valore storico, umano e di grande contenuto culturale.
Non ci sono ragioni economiche così forti e dominanti per sacrificare queste feste e aprire i negozi come tutti gli altri giorni. C’è invece un alto costo sociale perché si limitano i pochi spazi dedicati al tempo libero e alla socialità e si invita solo al consumo in ogni luogo, in ogni ora e in ogni giorno dell’anno.
Per la Filcams dell’Umbria è importante che i parlamentari umbri portino avanti la proposta di legge di iniziativa popolare sulla cancellazione del decreto Monti, per dare un segnale ai tanti lavoratori del settore. Inoltre è importante che le istituzioni territoriali si adoperino per sensibilizzare i cittadini sul fatto che alcune festività debbono essere celebrate e non “consumate” dalla frenesia dello shopping.
Invitiamo cittadini e lavoratori a partecipare alle iniziative e alle manifestazioni organizzate per celebrare la festa della liberazione e la festa dei lavoratori e dimenticare per un giorno di entrare nei negozi.






