di Giovanni Cardarello
L’annosa e, affatto edificante, vicenda della Concorsopoli dell’Umbria si arricchisce di un nuovo capitolo. Parliamo dello scandalo politico e amministrativo, noto anche come Sanitopoli, emerso da una vasta inchiesta giudiziaria avviata dalla procura di Perugia nel 2019. Inchiesta che ha portato alla luce un presunto sistema di corruzione e manipolazione dei concorsi pubblici.
L’obiettivo, secondo quanto evidenziato dalla magistratura, era quello di favorire l’assegnazione di posti di lavoro e incarichi dirigenziali all’interno del sistema sanitario regionale. In particolare, presso l’azienda ospedaliera ‘Santa Maria della Misericordia’ di Perugia e la Usl Umbria 1. L’indagine aveva ipotizzato l’esistenza di un vero e proprio sistema politico e affaristico capace di condizionare e manipolare gran parte dei concorsi pubblici nella sanità regionale, favorendo candidati raccomandati da esponenti politici. I reati contestati andavano dall’associazione per delinquere, all’abuso d’ufficio, alla rivelazione di segreto d’ufficio e al falso. In primo grado, nel luglio del 2024, sono state emesse ventuno condanne e sette assoluzioni.
Tra i condannati spiccano l’ex presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, condannata a due anni di reclusione per alcuni capi di imputazione, l’ex sottosegretario al ministero dell’Interno, Gianpiero Bocci, condannato a due anni e sette mesi. L’ex assessore alla sanità della Regione Umbria, Luca Barberini, condannato a tre anni. La discussione dell’appello sarà aperta venerdì 31 ottobre.
In parallelo, la procura regionale della Corte dei Conti dell’Umbria aveva stato contestato, a chi era stato condannato – con rito ordinario o abbreviato – e a chi aveva patteggiato, un danno erariale di circa 204 mila euro per le conseguenze patite dall’ospedale di Perugia, dalla Usl Umbria 1 e dal ministero dell’Interno in termini di disservizi e sul piano dell’immagine. Ma, secondo quanto riferito dal TGR Umbria, nella giornata di mercoledì 29 ottobre la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dell’Umbria, presieduta da Giuseppe De Rosa, con giudice relatore Elisabetta Conte, ha depositato la sentenza di rigetto per la richiesta di danno erariale avanzata dalla procura.






