di Francesca Torricelli
La giornata del 20 novembre a UmbriaFiere, dedicata al test del cosiddetto ‘semestre filtro’ di Medicina, ha lasciato dietro di sé anche malcontento. Diversi partecipanti, nelle ore successive la prova, hanno segnalato in gruppi WhatsApp – e anche ad umbriaOn – una serie di criticità organizzative che, a loro avviso, avrebbero influito sulla correttezza della selezione.
Secondo le testimonianze raccolte, il test – composto da 31 domande per ciascuna delle tre prove (chimica, fisica e biologia) suddivise in quesiti a risposta multipla e completamento – prevedeva 45 minuti di tempo a sessione, con una pausa di 15 minuti tra una materia e l’altra. La convocazione era fissata per le 8 del mattino e l’ingresso è avvenuto attraverso un primo controllo logistico, durante il quale ai candidati è stato consegnato un sacco per riporre borse e giacche.
Ed è qui che emergono le prime contestazioni: «Nessuno controllava davvero cosa lasciavamo fuori o cosa tenevamo addosso», raccontano alcuni candidati. In molti ritengono che, in assenza di verifiche puntuali, cellulari e dispositivi vietati siano potuti entrare senza difficoltà. Al secondo step, dedicato alla registrazione e al ritiro del materiale – scheda anagrafica, etichette identificative e un libretto di istruzioni – sarebbe mancata, secondo quanto riferito, un’adeguata sorveglianza. Per quasi tre ore, in attesa dell’avvio della prova, i partecipanti sarebbero rimasti ai tavoli senza poter lasciare il posto, ma anche senza il controllo attivo del personale. «C’era chi, nel frattempo, ha riscritto interi formulari di chimica e fisica o glossari di biologia sulla brochure», raccontano alcuni. E ancora: «Molti erano seduti accanto ad amici con le stesse iniziali del cognome e quindi nello stesso settore. Si sono organizzati per fare il test insieme, come una ricerca di gruppo».
Non sono mancate segnalazioni anche sul comportamento di alcuni vigilanti: «Li abbiamo visti usare il cellulare e sostare sempre dietro le stesse persone», sostengono alcuni partecipanti. Il momento più critico, secondo diverse testimonianze, si sarebbe verificato quando alcuni candidati hanno notato plichi già aperti prima dell’avvio della prova. «Lo abbiamo fatto presente, ma la risposta è stata semplicemente: ‘Va bene, ora te ne porto un altro’. La procedura non è stata fermata». Un aspetto che, per i presenti, mette in dubbio la sicurezza e la riservatezza del contenuto del test. Il malcontento ha generato un’ondata di messaggi e racconti nelle ore successive l’esame, con molti studenti che chiedono spiegazioni sulle modalità di gestione della selezione e maggiori garanzie di trasparenza.






