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Home » Ciao Laura Santi. «Ho deciso di smettere di soffrire. Ricordatemi come una donna che ha amato la vita»

Ciao Laura Santi. «Ho deciso di smettere di soffrire. Ricordatemi come una donna che ha amato la vita»

La giornalista perugina si è auto-somministrata un farmaco letale. Era affetta da sclerosi multipla. La sua battaglia per vedere riconosciuto il diritto

di Simone Francioli
24 Luglio 2025
in Attualità
Tempo di lettura: 7 minuti di lettura
Laura Santi

Laura Santi

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Laura Santi, la giornalista perugina 50enne affetta da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla, ha portato a termine la sua battaglia: se ne è andata lunedì nella sua casa del capoluogo umbro, dopo essersi auto-somministrata un farmaco letale. Ne dà notizia l’associazione Luca Coscioni. Mercoledì 23 luglio, alle 17.30, ci sarà un commiato civile presso la casa funeraria I.F.A. Passeri in via Gaetano Donizetti 115/A, a Perugia.

LA USL RICONOSCE I REQUISITI PER IL SUICIDIO ASSISTITO

«Dopo anni di progressione di malattia e dopo l’ultimo anno di peggioramento feroce delle sue condizioni, le sue sofferenze erano diventate per lei intollerabili» sottolinea il marito Stefano, che l’ha sempre appoggiata in questi anni di lotta per vedere riconosciuto il suo diritto di accedere al suicidio medicalmente assistito. Laura Santi è la prima umbra ad aver esercitato questo diritto, la nona in Italia.

La giornalista aveva avuto il via libera dalla sua Usl di riferimento il mese scorso, dopo due anni e mezzo dalla sua richiesta per l’accesso al suicidio assistito e un lungo percorso giudiziario. Il farmaco e la strumentazione necessaria sono stati forniti dall’azienda sanitaria, mentre il personale medico e infermieristico che l’ha assistita nella procedura è stato attivato su base volontaria. Laura Santi – ricorda l’associazione Luca Coscioni – ha dovuto affrontare un lungo e complesso iter giudiziario, civile e penale, per vedere riconosciuto il diritto ad accedere al suicidio medicalmente assistito.

Dopo tre anni dalla richiesta iniziale alla Usl, due denunce, due diffide, un ricorso d’urgenza e un reclamo nei confronti dell’azienda sanitaria, nel novembre 2024 ha ottenuto una relazione medica completa che attestava il possesso dei requisiti stabiliti dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale e a giugno 2025 la conferma dal collegio medico di esperti e poi del comitato etico sul protocollo farmacologico e delle modalità di assunzione.


La lettera di saluto di Laura Santi

Quando leggerete queste righe io non ci sarò più, perché avrò deciso di smettere di soffrire.

Laura Santi

Nonostante la mia scelta fosse ormai nota a tutti, questo mio gesto finale arriva nel silenzio e darà disappunto e dolore. Molti saranno dispiaciuti, altri soffriranno per non avermi potuto dare un ultimo saluto, un ultimo abbraccio. Vi chiedo di comprendere il perché di questo silenzio. Anche nella certezza della mia decisione si tratta del gesto più totale e definitivo che un essere umano possa compiere, ci vogliono sangue freddo e nervi d’acciaio. Come avrei potuto viverlo serenamente aggiungendo lutto a lutto anticipato, dolore al dolore, resistenze, lacrime reazioni e attaccamento? Vi chiedo anche uno sforzo aggiuntivo di comprensione.

Cercate di immaginare quale strazio di dolore mi ha portato a questo gesto, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Fate lo sforzo di capire che dietro una foto carina sui social, dietro il bel sorriso che potevate vedere giusto un’ora strappato alla routine e ai sintomi in una occasione pubblica, sempre più rara, dietro c’era lo sfondo di una quotidianità dolorosa, spoglia, feroce e in peggioramento continuo. Una sofferenza in crescita giorno dopo giorno. La situazione è stata in evoluzione per anni, poi in tempo reale gli ultimi mesi e settimane. Mio marito Stefano e le mie assistenti l’hanno vista, loro e solo loro e anzi, neppure loro, per forza di cose, potevano essere grado di capire cosa sentissi nel mio corpo, quanto male sentissi, quanta fatica sempre più totalizzante. Non riuscire più a compiere il minimo gesto. Non più godere della vita, non più godere delle relazioni sociali. Che è quello che fa per me una vita dignitosa.

Ho avuto molto tempo per elaborare e maturare questa decisione, ho avuto molto tempo per capire quando era veramente il momento. Avevo quel famoso parapetto, quello di cui avete letto spesso, da cui affacciarmi. Ho avuto molto tempo anche per cambiare idea e rimandare la decisione. Mi sono consentita, in una situazione che ancora reggeva, di assaporare gli ultimi scampoli di vita e di bellezza. Di salutare ogni angolo, ogni luogo, ogni volto, ogni persona ogni situazione ogni cielo ogni colore, ogni minuscola passeggiata fuori. Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, si dice. Si dice anche che sia impossibile, nei fatti. Ebbene, io l’ho quasi realizzato. Me ne vado avendo assaporato gli ultimi bocconi di vita in maniera forte e consapevole. Intendetemi: io penso che qualsiasi vita resti degna di essere vissuta anche nelle condizioni più estreme. Ma siamo noi e solo noi a dover scegliere.

Alle persone che resteranno senza un saluto oltre che le mie scuse va un abbraccio fortissimo. È impossibile enumerare tutti i volti che hanno riempito la mia vita. Fate conto che io vi stia salutando e abbracciando. La mia vita è stata piena anche grazie a voi.

La mia famiglia d’origine: papà Renato, mamma Gabriella, mia sorella Elena, mio nipote Matteo; tutti i parenti; Laura, Chiara e le amiche storiche di una vita, tutti gli amici, i colleghi e i conoscenti, i compagni di malattia, i compagni di attivismo, tutti coloro con cui ho condiviso un pezzo di strada. La mia amata Perugia. I miei medici, le mie palliativiste, i miei fisioterapisti, un grazie particolare a Daniela per avermi dato negli anni gli strumenti per combattere. Le mie assistenti, la mia seconda famiglia in quest’ultimo tratto. La politica quella buona, Fabio e Vittoria, i giornalisti amici, come le due Francesca; chi mi ha aiutato; il vescovo Ivan, un amico speciale col quale mi sono intrattenuta in più di una chiacchierata sulla vita e la morte.

Ho potuto vincere la mia battaglia solo grazie agli amici dell’Associazione Luca Coscioni, seguiteli e seguite i diritti e le libertà individuali, mai così messi a dura prova come oggi. Sul fine vita sento uno sproloquio senza fine, l’ingerenza cronica del Vaticano, l’incompetenza della politica. Il disegno di legge che sta portando avanti la maggioranza è un colpo di mano che annullerebbe tutti i diritti. Pretendete invece una buona legge, che rispetti i malati e i loro bisogni. Esercitate il vostro spirito critico, fate pressione, organizzatevi e non restate a guardare, ma attivatevi, perché potrebbe un giorno riguardare anche voi o i vostri cari.

Ricordatemi come una donna che ha amato la vita.


Le reazioni

Addio a Laura Santi. Popolo della Famiglia: «Rispetto per lei. Ma la morte non diventi prassi normalizzata»

Così il sindaco di Perugia, Vittoria Ferdinandi: «Con profondo dolore e commozione oggi ricordiamo Laura Santi, una donna coraggiosa, una giornalista instancabile e una vera protagonista della lotta per i diritti civili. Laura ha dedicato la sua vita alla difesa della dignità umana, con particolare attenzione al tema del fine vita, una battaglia che ha affrontato con grande determinazione e passione. Pochi giorni fa, avevamo avuto il privilegio di conferire a Laura il Baiocco d’Oro, un riconoscimento che sottolineava il suo impegno costante e il suo coraggio nell’affrontare temi difficili, ma necessari. Laura ha sempre portato avanti la sua battaglia con fermezza, ma anche con una grande dose di sensibilità, aprendo un dialogo che ha coinvolto tanti di noi e tante persone che hanno condiviso il suo percorso. La decisione di Laura di affrontare la sua morte accanto al suo amato marito Stefano, con la serenità che solo chi ha vissuto una vita piena di significato può avere, ci ricorda che la sua battaglia non era mai per la morte, ma per la vita. La sua lotta era per il diritto di ogni persona di vivere e di morire con dignità, libero da sofferenze inutili e da imposizioni esterne, per un’esistenza che fosse, in ogni momento, una scelta consapevole. Laura è stata una testimone di speranza, per coloro che, come lei, hanno lottato per un fine vita dignitoso, libero da pregiudizi e libero di essere vissuto fino all’ultimo respiro con la stessa libertà con cui abbiamo il diritto di vivere. Le sue battaglie non finiscono con la sua scomparsa. Come comunità, continueremo a portarle avanti, con il cuore e con l’impegno che Laura ha sempre messo in ogni sua causa. Oggi, più che mai, vogliamo ricordarla non solo come una giornalista, ma come una donna che ha saputo dare voce a chi spesso non aveva alcuna possibilità di farlo. La sua lotta per i diritti civili continuerà a ispirarci, e il nostro impegno sarà il miglior omaggio che possiamo fare alla sua memoria. Laura, che la tua luce continui a brillare nei cuori di tutti coloro che ti hanno voluto bene».

Così l’azienda sanitaria Usl Umbria 1:che esprime «profonda tristezza per la scomparsa di Laura Santi, avvenuta ieri, 21 luglio, a seguito della procedura di suicidio medicalmente assistito. In questo momento di grande dolore, la direzione e tutto il personale dell’azienda esprimono il più sincero e commosso cordoglio alla famiglia e ai cari della signora Santi. Oggi è un giorno triste, che segna l’epilogo di una vicenda umana complessa e dolorosa. L’azienda ha operato con il massimo scrupolo per adempiere agli obblighi derivanti dalle ordinanze del tribunale di Perugia (del 7 luglio 2023 e del 12 ottobre 2023), agendo sempre all’interno del quadro tracciato dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e nel pieno rispetto del difficile bilanciamento tra la tutela della vita e il diritto all’autodeterminazione terapeutica della persona. In questa giornata difficile per tutti, ribadiamo la nostra vicinanza a chi ha amato Laura Santi. L’operato dell’azienda Usl Umbria 1 è stato unicamente guidato dall’osservanza della legalità nel massimo rispetto umano per la dignità della persona, al termine di un percorso di malattia e anche giudiziario intrapreso da circa tre anni che ha definito con chiarezza gli obblighi di legge in capo al servizio sanitario pubblico».

Così la parlamentare del M5s, Emma Pavanelli: «Esprimo il più profondo cordoglio per la scomparsa di Laura Santi e mi stringo con sincera vicinanza al marito Stefano, ai familiari e a tutti coloro che le hanno voluto bene. La sua scelta, maturata dopo anni di malattia e sofferenza divenute intollerabili, rappresenta un atto di straordinario coraggio e lucidità che non può lasciarci indifferenti. La storia di Laura ci costringe ancora una volta a confrontarci con una drammatica realtà: in Italia, nonostante sentenze e appelli, manca una legge che garantisca a tutti il diritto di autodeterminazione nel momento più difficile. Non possiamo più accettare che cittadini gravemente malati siano costretti a lunghi percorsi di battaglia legale o a soluzioni fuori dal nostro ordinamento per porre fine a sofferenze divenute insopportabili. Né tantomeno è tollerabile che chi condivide la stessa sofferenza da vicino possa rischiare di essere incriminato. Lo Stato ha il dovere di tutelare la dignità di queste persone fino all’ultimo istante, garantendo la possibilità di scegliere quando le cure non sono più proporzionate e si trasformano in accanimento terapeutico. È giunta l’ora di dire basta alle battaglie ideologiche e di affrontare con responsabilità e umanità il tema del fine vita».

Così la parlamentare di Avs, Elisabetta Piccolotti: «Laura Santi se ne è andata, da donna libera. Non ha mai smeso di impegnarsi per lasciare dietro di sé un mondo migliore, più giusto e più libero. Ha saputo guardare in faccia la realtà senza farsi dominare dalla paura e dalla sofferenza. Ci ha lasciato una grande lezione che non permetteremo mai sia dimenticata o perduta. La sua battaglia per una legge giusta sul suicidio assistito non è finita, ci sono centinaia di migliaia di persone pronte a portarla avanti. Il suo sorriso, la sua forza e la sua contagiosa tenacia sono ancora qui con noi. Addio Laura, che la terra ti sia lieve».

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