de Il Popolo della Famiglia – Umbria
Il Popolo della Famiglia Umbria esprime rispetto per la persona di Laura Santi, giornalista di 50 anni affetta da sclerosi multipla, che ha scelto di porre fine alla propria vita attraverso il suicidio medicalmente assistito, autorizzato dalla Usl. Di fronte a questa vicenda, non possiamo restare in silenzio.
Non festeggiamo il suicidio di una donna disabile di cinquant’anni. Non lo consideriamo un atto di libertà, né un progresso civile. Ci interroghiamo, invece, sul perché lo Stato non le abbia garantito una vera alternativa di sostegno e accompagnamento. In Italia esistono le cure palliative, le terapie domiciliari, il supporto psicologico, spirituale e relazionale. Strumenti che dovrebbero essere potenziati e resi realmente accessibili. È inaccettabile che, per una persona fragile, sia più semplice ottenere la morte che ottenere un aiuto concreto.
Ancora una volta, assistiamo alla strumentalizzazione di un dramma personale da parte dell’associazione Luca Coscioni, che trasforma una tragedia umana in una bandiera ideologica, spingendo l’opinione pubblica verso una cultura della morte presentata come soluzione. Noi diciamo ancora fermamente no a questa deriva. La risposta alla sofferenza non può e non deve essere l’eliminazione di chi soffre, ma la cura, la vicinanza, la compassione vera.
Il Popolo della Famiglia Umbria continuerà a difendere ogni vita, soprattutto quella più fragile, combattendo culturalmente e politicamente ogni forma di eutanasia e suicidio assistito. Una società che non protegge i suoi componenti più deboli ha smarrito la propria umanità. Che Laura trovi ora la pace che cercava, e che la coscienza pubblica si risvegli, prima che la morte diventi una prassi normalizzata.






