Un anno di reclusione, oltre al pagamento delle spese di costituzione di parte civile, con sospensione della pena. Questa la condanna inflitta dal gip di Terni, Barbara Di Giovannantonio, lo scorso 8 ottobre ad un 78enne originario di Narni e residente ad Amelia, finito a processo per il reato di calunnia.
Una vicenda che, fra cause civili e denunce, si trascina da diversi anni e attiene a rapporti di vicinato fra la persona offesa – una donna di Amelia, parte civile attraverso l’avvocato Andrea Temperanza – e l’imputato. Alla base, una questione di servitù di passaggio e presunti diritti rivendicati dal 78enne – che le sentenze civili susseguitesi nel tempo hanno sempre negato – culminata nel 2022 con la sua denuncia della controparte ai carabinieri per ‘esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose’.
Il conseguente procedimento penale si era concluso nel 2024 con l’assoluzione della signora con formula piena e quest’ultima, ritenendosi accusata di reati da un soggetto pienamente consapevole della loro insussistenza, aveva sporto controdenuncia per calunnia. Anche questo fascicolo ha seguito il proprio iter, fino alla condanna dell’uomo ad un anno di reclusione emessa dal tribunale di Terni, ovviamente impugnabile in appello.






