di Giovanni Cardarello
Un consiglio comunale aperto durato diverse ore ha riacceso i riflettori sul cronico isolamento viario dello Spoletino e della Valnerina. Al centro del confronto due temi destinati a segnare il futuro della mobilità del territorio: da un lato il completamento della Strada Statale 685 ‘Tre Valli Umbre’ considerata un’opera ormai matura sotto il profilo progettuale ma ancora priva dei finanziamenti necessari; dall’altro la conferma della chiusura totale della SS 3 Flaminia tra Spoleto e Terni, prevista da aprile a ottobre 2027 per consentire interventi strutturali sui ponti.
La seduta, convocata sulla base di una mozione approvata all’unanimità, ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco De Rebotti, dei consiglieri regionali Stefano Lisci ed Enrico Melasecche, dei sindaci Andrea Sisti (Spoleto) e Giovanni Montani (Acquasparta), del subcommissario straordinario alla ricostruzione Fulvio Maria Soccodato e del dirigente Anas Gioacchino Del Monaco.
Sul fronte della Tre Valli Umbre, infrastruttura concepita negli anni Settanta per collegare Tirreno e Adriatico e divenuta ancora più strategica dopo il sisma del 2016, il nodo resta quello del tratto Firenzuola-Acquasparta, indispensabile per il collegamento diretto con la E45. Il progetto definitivo, approvato nel giugno 2023, rende l’opera immediatamente cantierabile, ma manca la copertura economica: servono infatti quasi 600 milioni di euro, risorse per le quali la Regione Umbria è tornata a sollecitare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).
In una nota ufficiale, l’assessore De Rebotti ha ribadito i punti di forza del progetto, inserito già nel dicembre 2021 nel Piano nazionale complementare al Pnrr per le aree del sisma: «Non si tratta di una nuova opera da inventare, ma del completamento di uno sforzo già fatto significativamente. Il progetto definitivo, redatto a giugno 2023, è pronto ed espletabile tramite appalto integrato. Abbiamo presentato le nostre priorità al MIT lo scorso ottobre insieme alla presidente Proietti, ma il Ministero ha anticipato una forte contrazione delle risorse nazionali per i prossimi anni», che, secondo quanto riferito dall’assessore, sarebbero assorbite in larga parte dalla priorità assegnata al Ponte sullo Stretto.
Su questo punto il territorio si è presentato compatto. Dai sindaci alle categorie economiche – tra cui Confindustria con Alberto Zuccari, Confcommercio con Tommaso Barbanera e aziende come Tecnokar, rappresentata da Graziano Luzzi, e Italmatch, con il direttore Maurizio Fraschini che ha sollevato il tema dell’idoneità della futura tratta al transito delle merci pericolose – è arrivata la richiesta di istituire un tavolo permanente di monitoraggio per mantenere alta l’attenzione sul dossier.
Più duro il giudizio del gruppo consiliare ‘Insieme per Spoleto – Comunità Riformista’, con Paolo Piccioni, Giancarlo Cintioli e Donatella Loretoni, che ha definito l’esito dell’incontro «una pièce tragicomica: applausi di facciata, dichiarazioni d’intenti ma zero soldi». Secondo gli esponenti della minoranza, «l’unica certezza emersa è che la Tre Valli non si farà. Il commissario del Governo ha detto chiaramente che i fondi non ci sono, nemmeno per il raddoppio ferroviario. La viabilità rimane appesa a promesse e selfie, mentre lavoratori e imprese subiranno un isolamento che qualcuno aveva il dovere di prevenire».
Più definito è invece il quadro relativo alla SS 3 Flaminia. Nel tratto tra Spoleto e Terni è in corso da due anni un piano di riqualificazione strutturale dei ponti da 50 milioni di euro, gestito da Anas. Gli interventi comporteranno una misura drastica: la chiusura totale della strada da aprile a ottobre 2027.
Per limitare i disagi è previsto il ripristino della vecchia sede della Flaminia, che potrà assorbire soltanto il traffico leggero. Restano invece aperte le incognite relative ai mezzi pesanti e ai bus turistici, per i quali non sono ancora stati individuati percorsi alternativi definitivi.
Sul tavolo è rimasto anche il tema del raddoppio ferroviario. L’opposizione ha evidenziato come, anche in questo caso, manchino certezze sulle risorse disponibili e sul cronoprogramma degli interventi, alimentando il timore che Spoleto possa ritrovarsi penalizzata sia sul fronte stradale sia su quello ferroviario.
In chiusura il sindaco Andrea Sisti ha rivolto un appello alle forze politiche affinché «si faccia squadra all’interno dei rispettivi partiti per esercitare una pressione congiunta sul Governo», nella consapevolezza che le ripercussioni sull’economia del territorio potrebbero essere particolarmente pesanti.






